Di padre in figlia: Roberto e Roberta Sugaroni, da Acquapendente al Metropolitan Museum

Luciano Pasquini

I restauri lignei sono un mondo a parte. Entrare in un laboratorio di restauro, è come entrare in un mondo sconosciuto ai più. Anche se non sembra, regna un ordine puntiglioso, che sovrintende a tutti gli attrezzi: colle, solventi, cornici stampi, calchi, utensili. Serve ordine per poter gestire un’infinità di operazioni, che daranno nuova vita a manufatti artistici, mobili, sculture policrome e dorature. Solo i più bravi, come nel caso di Roberto e Roberta Sugaroni, padre e figlia, un unicum di talento e passione, che lavorano su pezzi unici, dalle quotazioni importanti, per altrettanti importanti committenti o collaborano con i laboratori di restauro del bellissimo museo Diocesano di Acquapendente, dove è in corso la mostra dal titolo “La Bellezza Svelata” a cura di Andrea Alessi e Claudio Strinati, che resterà aperta fino a mese di settembre. Il laboratorio di restauro dei Sugaroni è adiacente al museo e merita una visita a parte. L’incontro con Roberto Sugaroni è del tutto casuale ma intenso, ci elenca la serie di di lavori fatti in provincia e fuori, eseguiti con quella passione che fa la vera differenza su quella manualità artigiana che è divenuta arte pura. Riesce e subito a coinvolgerti su tecniche di recupero, messe a punto in anni di lavoro, è un fiume in piena, elenca e al contempo descrive i numerosi interventi di restauro eseguiti insieme alla sua Roberta, su pezzi importanti creati da artisti famosi quali: i seicenteschi Gian Lorenzo Bernini, Filippo Parodi, Camillo Rusconi o i settecenteschi Giovanni Crespi e Giuseppe Maria Bolzanino o i più recenti come Valentino Panciera Besarel. Parla della sua Roberta con una punta di orgoglio, oggi coordina il neonato laboratorio interno al museo di Acquapendente, specializzato nel restauro ligneo. Roberta Sugaroni ha ereditato la passione paterna, terminati gli studi ha intrapreso quel cammino, è lei oggi il perno del laboratorio, sempre in viaggio per il mondo, contesa da importanti committenti come il Metropolitan Museum of New York, il Ministero per i beni e le attività Culturali, il Quirinale e qui ci svela un particolare ghiotto, l’Auditorium dove il Presidente della Repubblica invia i messaggi alla nazione di fine anno, chiamato “Sala del Brustolon” per le magnifiche dodici poltrone scolpite con i segni zodiacali, opera del famoso artista di Belluno e di Valentino Panciera Besarel – fra cui il monumentale tavolo portagioie appartenuto alla Regina Margherita – è stato riportato all’antico splendore dai Sugaroni. Questi due importanti recuperi sono inseriti nel libro “Andrea Brustolon, Valentino Panciera Besarel. La scuola di restauro di Sedico (BL) interroga i grandi maestri”, dedicata al restauro degli arredi lignei conservati nella prestigiosa sede del Quirinale. Il libro mira anche a valorizzare la Scuola del legno di Sedico, centro di eccellenza nel campo della formazione professionale, sviluppa la conoscenza dell’arte antica la capacità di poterla applicare. La collaborazione con stimati professionisti, fanno di questo piccolo laboratorio un riferimento nel restauro ligneo e un’eccellenza della Tuscia, rimane piccolo perché più si è invisibili e più a emergere è l’opera, che diviene un patrimonio di tutti.

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