Bonaria Manca, pittrice naif con un grande cuore

Sentire quel canto intonato con una flebile voce, uscire dalle corde di una persona minuta adagiata su una poltrona, vicino ad una stufa, circondata da pareti piene di disegni con  occhi lucenti, nonostante i suoi novantadue anni, accompagnati a volte da un raro e dolce sorriso mi ha profondamente toccato. Bonaria Manca ha accolto chi scrive  intonando questo canto: “Dimentica ieri, rinasci ogni giorno cosa più bella di questa non ce n’è!…” Un pensiero letto e ascoltato diverse volte, che detto da lei con la sua storia e il peso dei  suoi anni sicuramente induce alla riflessione. Inizia cosi una visita alla pittrice naif partita tanti anni fa da Orune e approdata in terra di Tuscia per continuare il duro lavoro del pastore, nella permanenza parla di un mondo antico dove i rapporti umani conservano una genuinità a noi sconosciuti, Di una stagione, dove l’uomo è padrone assoluto del suo tempo, vivendo intensamente da mattina a sera, nei duri lavori quotidiani. La madre che piangeva sapendola fuori con le pecore nei giorni freddi e piovosi. Alla richiesta di perche hai iniziato a dipingere, candidamente risponde: “E’ tutta cosa che mi è uscita da dentro, non l’ho cercata. Era dentro di me e non lo sapevo”. Chissà quante volte ci siamo ritrovati anche noi a fare delle cose che non avremmo mai immaginato di fare e ci ha procurato  una intima soddisfazione notando le nostre capacità. Alcuni dei sui quadri emanano una pace e un’espressività che trascina l’osservatore. “Non ho mai mischiato i colori, si mischiano da soli: Non sono stata mai capace di scegliere e di essere padrona di un colore”. Cosi con assoluta semplicità spiega gli stupendi colori del quadro dedicato a Eleonora d’Arborea principessa medioevale di Sardegna.Intanto fuori si è fatto buio un vento gelido fa sbattere continuamente la persiana, quasi a significare un tempo scaduto. Il saluto avvolge la piccola e affusolata mano di Bonaria Manca, artista inconsapevole che si è costruita una vita fuori dagli schemi, dando ascolto a una voce interiore, che non smette mai di parlarle anche di mondi ancestrali, distanti dalla contemporaneità.

 

“Bonaria è sorretta da uno straordinario spontaneismo multiforme che la fa vivere nel presente con il proprio mondo bambino”.Vittorio Sgarbi

Lo scrittore e cineasta francese Jean-Marie Drot : “ La cosa che mi piace nella opera di Bonaria è il fatto che quasi niente ci viene dalla testa, ma tutto viene dal cuore. Per me la sua è una pittura cosmica”.

 

(Foto di Luciano Pasquini)

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