A Viterbo apre La Terra dei Bambini, la prima scuola parentale

Paola Maruzzi

Un nuovo attore si affaccia sulla scena educativa viterbese: è La Terra dei Bambini, la prima scuola parentale che, dal prossimo settembre, aprirà le porte nella nostra provincia. Ancora top secret la sede. Con certezza sappiamo che sarà appena fuori città, in una location accogliente e a stretto contatto con la natura, come suggeriscono nome e logo (tra l’altro disegnato proprio dai bambini). Appuntamento sabato 5 maggio a Vitorchiano, dalle 10:30, in Strada dei Galli 4 per far conoscere alle famiglie questa nuova realTà.

Il progetto nasce dall’incontro di tre mamme, Francesca, Silvia ed Elisa: accomunate dall’idea di offrire un’alternativa pedagogica ai bambini dai 3 ai 10 anni, hanno deciso di unire le forze e mettersi in campo in prima persona.

“Alla base dell’iniziativa – spiega Francesca Marzo, dottore di ricerca in Scienze Cognitive – non c’è la volontà di contrapporsi alla scuola pubblica, di cui condividiamo gli obiettivi ministeriali, ma piuttosto il bisogno di proporre un approccio all’apprendimento completamente diverso, che non costringa i bambini a star seduti per ore in aula, che la smetta di vederli come contenitori vuoti da riempire con lezioni nozionistiche e programmi stabiliti dall’alto. Vogliamo che il bambino torni ad essere parte attiva e propositiva dell’apprendimento”.

Pensiero montessoriano applicato senza troppe rigidità e outdoor education sono le linee guida pedagogiche de La Terra dei Bambini. “Apprendere giocando, il più possibile all’aria aperta è, in sintesi, il nostro motto – prosegue la dottoressa –. La natura e le emozioni che ci suscita avranno un peso determinante. Non faremo lezioni frontali ma laboratori interdisciplinari. Non daremo voti né compiti a casa perché un bambino non ha bisogno di essere giudicato. Aboliremo la logica del premio/punizione a favore di un rapporto di fiducia reciproca tra bambino ed educatore”.

In questi mesi il direttivo e gli educatori (otto in tutto, di cui la maggior parte genitori di bambini che frequenteranno la scuola parentale) hanno perseguito un’approccio pedagogico sperimentale, grazie all’aiuto della dottoressa Elisa Calabrò, e stanno facendo un periodo di training con i formatori dell’Asilo nel Bosco e la Piccola Polis di Ostia, e la scuola bio-etica Tribù del Sole: esempi virtuosi di educazione alternativa che stanno avendo un gran riscontro in tutta Italia.

Se guardiamo al contesto nazionale ci accorgiamo che sotto il nome di scuola parentale si apre un prospetto variegato di esperienze. “Si va dall’homeschooling al più radicale unschooling che lascia il bambino libero di apprendere in modo incidentale. Noi ci consideriamo una versione più strutturata di scuola parentale, pensiamo infatti che avere un luogo di incontro e di socialità quotidiana sia importante sia per i bimbi che per noi mamme-educatrici”.
Oltre alle classiche materie (ma ci spiegano che sarebbe meglio parlare di “laboratori didattici”) come italiano e matematica, la prima scuola parentale di Viterbo propone arte, musica, yoga, corsi di inglese e tedesco tenuti da medrelingua e un laboratorio di cucina ed educazione alimentare con utilizzo di prodotti esclusivamente biologici.

Tra scuola dell’infanzia e primaria, la Terra dei Bambini è pronta ad accogliere un massimo di venticinque iscritti. “Il costo annuale corrisponderà ai costi complessivi dei laboratori, suddivisi tra i bambini; si tratterà, cioè, di contributi alla spesa. Vogliamo essere sostenibili e, soprattutto, andiamo fiere del fatto che la Terra dei Bambini non ha scopi di lucro. Ecco perché ci siamo costituite come associazione di promozione sociale. Più che pagare una retta sarà un po’ come ‘auto-tassarci’ per l’accesso ai laboratori didattici continuativi, a favore di una scuola che mi piace definire di comunità piuttosto che parentale”.

Nessun problema sulla possibilità di venire meno al cosiddetto obbligo scolastico per quanto riguarda la primaria, come rassicura Francesca. “C’è da fare chiarezza in merito. La legge italiana impone l’obbligo di educazione ma questo non significa che non si possa essere liberi di scegliere percorsi alternativi. Formalmente i bambini della primaria dovranno essere iscritti presso una scuola ministeriale per poi comunicare al dirigente scolastico di avere i mezzi economici e intellettuali per provvedere all’educazione dei propri figli. La scuola prende atto della scelta a patto che, a fine anno, il bambino si presenti per una prova in modo da verificare che abbia raggiunto gli obiettivi fissati nelle linee guida ministeriali”.

Per informazioni: scuolaparentalevt@gmail.com – Tel: 3921427136

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