Dalla Tana degli Orchi a Ludika, storia di una pazza impresa fantasy nata per gioco

Paola Maruzzi

Claudio Bartolucci, origini romane e vetrallese per scelta, ci porta dietro le quinte della Tana degli Orchi, il covo ludico con base a Viterbo dove da oltre vent’anni gente di ogni età ed estrazione si riunisce attorno a un tavolo per giocare. Oggi il club di via Fattungheri, col suo bel giro di abitué, è una seconda casa, quella dove appendi la maschera sociale fuori dalla porta e ti ritrovi a fissare scrupolosamente i soldatini a una base di cartone, o meglio a “imbasettatarli” secondo il gergo dei “wargame”.

Adolescenti, studenti universitari, padri di famiglia sotto lo stesso tetto a sfidarsi a Ticket to Ride o a Centuria e, soprattutto, a inframezzare le battaglie di carta con una pizza e quattro chiacchiere. Una realtà distante anni luce dai giochi ipnotici di smartphone e tablet perché, dice Claudio “qui dentro l’avversario non si nasconde dietro a uno schermo ma lo si guarda negli occhi, studiandone le mosse. I giochi elettronici sono impersonali, alla Tana l’interazione è diretta e c’è tutta una gestualità che determina il risultato”.

Tutto comincia nel 1994 dalla folle scommessa di sei amici: “Erano gli anni d’oro dei party game, delle serate passate tra Monopoli e Risiko. A Roma nascevano le prime ludoteche e noi, che dalla Capitale venivamo, ci siamo detti che forse si poteva esportare il fenomeno anche nella Tuscia. I primi tre anni la Tana ottiene un successo fuori misura: ricordo la fila per entrare e il sabato si stava aperti fino alle tre del mattino”.

Passata l’ondata della novità i numeri si riducono ed è a quel punto che l’associazione si caratterizza, virando su proposte meno commerciali. Oggi sono sono due le anime della Tana: i wargame e i giochi in scatola di abilità. “Siamo una cinquantina e ogni anno reclutiamo nuove leve affascinate da questo mondo fantasy incredibilmente vicino alle saghe del passato e alla commedia dell’arte”.

E allora emerge con chiarezza che la Tana non sia (solo) una nicchia. Soprattutto perché dalle sue costole è nata Ludika 1243, la prima vera manifestazione di strada viterbese che mette giocosamente in scena il fallito assedio di Federico II alla città avvenuto, appunto, nel 1243.

“Ludika nasce 17 anni fa per portare in piazza le case editrici e le novità del settore. Poi pian piano si trasforma in qualcosa di diverso, in una messa in scena collettiva che ha nel teatro il suo fulcro. L’allora assessore Mauro Rotelli ci aveva visto giusto, spronandoci a continuare. E l’abbiamo fatto nonostante tutto, trovando il modo di autofinanziarci per mantenere l’evento gratuito e sempre più coinvolgente”.

Nei prossimi mesi l’associazione sarà a lavoro per tante belle novità che spera di riuscire a portare a termine in occasione della 18esima edizione di Ludika, dal 4 all’8 luglio 2018: “La prima, la più ambiziosa, è creare un evento di cosplay ispirato alla serie fantastica ‘Il Trono di spade’. Un’altra idea è portare a Viterbo artisti di strada internazionali. Infine, all’interno della manifestazione, ospiteremo la prima convention dei giochi da tavolo”.

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