Bassano Romano. Riaperta al pubblico Villa Giustiniani

Bassano Romano rivive l’apertura al pubblico della storica Villa Giustiniani.
Il gioiello della Bassa Tuscia dal 24 maggio scorso è visitabile tutti i sabato grazie ad una collaborazione tra il Polo Museale del Lazio ed il Comune di Bassano Romano che permette di ammirare le bellezze della dimora storica attraverso visite guidate.
I visitatori hanno avuto la possibilità già lo scorso sabato di ammirarne le bellezze del piano nobile del Palazzo seicentesco, ricco di pregevoli affreschi di artisti dell’epoca.
Notevole il lavoro dei volontari che accolgono i turisti illustrando loro gli affreschi e le storie della famiglia Giustiniani.
Tante le emozioni che hanno vissuto i visitatori presenti alla prima apertura di Villa Giustiniani. “E’ davvero eccezionale –hanno detto alcuni di essi al termine delle visite guidate – quanta bellezza c’è all’interno di questo Palazzo storico, per troppo tempo rimasto chiuso”.
Villa Giustiniani acquistata nel 2003 dallo Stato Italiano e proprietà del MIBACT, dal dicembre 2014 è gestito dal Polo museale del Lazio.
E un antico maniero trasformato nel ‘500 e ‘600, particolarmente dai Giustiniani, in villa residenziale; la possente costruzione, in pietra grigia, è notevole per gli interni decorati da splendidi affreschi.La semplice facciata del palazzo è decorata da lesene e cornici aggettanti, con pregevole portale riecheggiante le forme del Vignola; il bel cortile quadrilatero ha un lato adorno di un portico a tre archi sormontato da loggia sulla quale si apre il Salone dei Cesari o del Trono, con busti di 12 Cesari, raccolta d’armi e grande camino in pietra.Le sale sono ornate di affreschi manieristici, riproducenti, sulle volte, soggetti mitologici e biblici. Da notare: la prima sala, affrescata da Bernardo Castello (1605), con la Favola di Amore e Psiche; la stanza del Parnaso, con la figura di Apollo nel Parnaso e piante di Genova (città d’origine dei Giustiniani) e di Scio (loro dominio nell’Egeo); il salone del Cavaliere con l’Allegoria dell’eterna felicità, di Paolo Guidotti Borghese (1610); l’elegante Camerino che ha nella volta, affrescata dal Domenichino (1609), le Leggende di Diana; l’ampia sala da pranzo, tutta affrescata dall’Albani (1609-10) con la Caduta di Fetonte e altri soggetti mitici.Nel grande Parco, folto di abeti, pini ed elci secolari, con giardino all’italiana, si trova il Casino, detto la Rocca, padiglione di piacere coronato da merli e con torretta centrale, temporaneamente chiuso.

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