Carbon Farming, l’Unitus presenta il primo Master in Italia per formare i professionisti della transizione climatica

professionisti della transizione climatica

Si è tenuta giovedì 19 febbraio, presso la sede nazionale dell’INAIL a Roma, la conferenza “Carbon Farming in Europa – alle radici di una nuova professione”, promossa dall’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo. L’evento ha segnato un momento di confronto di alto livello tra istituzioni, mondo della ricerca, imprese e professioni sul tema del carbon farming, alla luce del nuovo quadro normativo europeo.

La conferenza si è svolta in un momento particolarmente significativo: il 3 febbraio scorso la Commissione Europea ha pubblicato le prime metodologie di certificazione per le rimozioni di carbonio nell’ambito del Regolamento CRCF (Carbon Removals and Carbon Farming), rendendo l’Unione Europea il primo blocco economico al mondo a dotarsi di standard ufficiali per il carbon farming. L’Italia, attraverso l’Università degli Studi della Tuscia di Viterbo, si posiziona tra i primi Paesi a rispondere con percorsi di alta formazione dedicati.

L’incontro ha visto la partecipazione, tra gli altri, del Presidente dell’INAIL Fabrizio D’Ascenzo, della Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia Tiziana Laureti, del Presidente del CREA Andrea Rocchi, del direttore tecnico-scientifico dell’Unitus Academy Alessandro Sterpa, di rappresentanti della Commissione Europea, del CMCC e di numerose realtà del mondo agricolo e imprenditoriale. Al centro del dibattito, le opportunità offerte dal carbon farming come strumento di reddito aggiuntivo per gli agricoltori e di risposta concreta alla domanda di sostenibilità della finanza ESG.

«L’Università della Tuscia conferma il proprio impegno nella formazione avanzata per la transizione ecologica. Il Master in Carbon Farming rappresenta un esempio concreto della capacità del nostro Ateneo di intercettare le esigenze emergenti del mercato e della società, offrendo percorsi formativi all’avanguardia. Siamo orgogliosi di essere tra i primi in Europa a formare i professionisti che accompagneranno il settore agricolo verso un modello di sviluppo più sostenibile e competitivo», Tiziana Laureti, Rettrice dell’Università degli Studi della Tuscia

Nel panel dedicato al ruolo dell’Europa e dell’agricoltura nel ciclo del carbonio, il Prof. Riccardo Valentini, direttore scientifico del Master e membro dell’IPCC, ha delineato le sfide e le opportunità legate alla certificazione del carbonio nei suoli agricoli.

«I crediti di carbonio non sono una semplice etichetta di sostenibilità: se correttamente quantificati, certificati e governati, diventano un asset economico reale per le aziende agricole. Con il nuovo regolamento europeo, si apre una stagione di opportunità senza precedenti per il settore primario. Servono però competenze nuove, che oggi non esistono. È per questo che abbiamo voluto creare il primo Master dedicato in Europa», Riccardo Valentini, Direttore scientifico del Master, Università degli Studi della Tuscia

Il Master Universitario di Secondo Livello in Carbon Farming – primo in Italia e tra i primi a livello internazionale – è un percorso annuale da 60 CFU che formerà figure professionali specializzate nella certificazione del carbonio, nella consulenza per la transizione ecologica e nella gestione dei mercati dei crediti di carbonio. Il programma integra competenze agronomiche, strumenti di monitoraggio, sistemi MRV (Measurement, Reporting and Verification), conoscenza dei mercati e strumenti digitali avanzati. Le iscrizioni sono aperte e le lezioni avranno inizio a marzo 2026.

La conferenza ha rappresentato un momento di confronto di alto livello che ha confermato il posizionamento dell’Università degli Studi della Tuscia come punto di riferimento nazionale nella formazione sui temi del cambiamento climatico, della sostenibilità e dell’innovazione nel settore agroalimentare.

 

Per informazioni sul Master: unitus.carbonfarmingmaster.it

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