Riapre il Castello Baglioni Santacroce di Graffignano con “Voci che Incontri”

Il Castello imperante domina la cittadina di Graffignano, la sua struttura, retta da una torre principale alta oltre 20 metri e da una minore quadrata, legate a un impianto difensivo quadrangolare. Eretto nel XIII secolo, nel XIV dovette condividere le sorti belliche del più potente Comune di Viterbo, che per motivi territoriali, si oppose alla città di Orvieto. I secoli XV e XVI sono caratterizzati da continue dispute territoriali interne alla famiglia, concluse con l’intervento di Papa Adriano VI che confiscò il feudo. Nel 1741, poi, il feudo venne innalzato a principato e venduto al principe romano Scipione Publicola di Santa Croce, che ridiede nuova vita ad un territorio lasciato da anni alla rovina. È nel corso dell’800 che gli eredi Santacroce cedettero il castello ai Paparelli fino ai conti Bulgarini d ‘Elci. La cooperazione tra l’Amministrazione Comunale di Graffignano e una serie di associazioni del territorio ha dato il via al “Progetto Open” che, per l’estate promette una serie di eventi che animeranno il castello, riaprendolo al pubblico dopo un lungo periodo.Questi i primi appuntamenti.

Domenica 11 giugno alle 18 presentazione di racconti “Delitti esemplari nel Bel Paese” di Antonio Fresa. Una raccolta di racconti brevi, esplosivi e coinvolgenti, raccontati con cura per i dettagli e le motivazioni che possono ogni giorno trasformare gli incontri, le discussioni e le relazioni in luoghi in cui sono scaricate terribili frustrazioni e disperazioni. Episodi minimali della vita quotidiana che assumono le caratteristiche della tragedia per le dolorose sconfitte e la difficoltà a comunicare che sembrano accomunare i protagonisti”.
Domenica 25 giugno, invece, alla stessa ora, spazio alla multiculturalità con l’evento “Voci che incontri” organizzato e diretto da Francesco Pecorari.

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