Il Monastero di San Vincenzo a Bassano Romano compie 80 anni, custodisce il Cristo di Michelangelo

Il Monastero di San Vincenzo compie 80 anni. Previste, per sabato 11 settembre, una serie di iniziative per ricordare lo speciale anniversario. Pochi anni dopo la sua fondazione, era il 1941, grazie alla spinta del suo Abate Generale Padre Ildebrando Gregori, era diventato prima un centro di accoglienza di giovanissimi senza famiglia e senza futuro e soltanto pochi anni dopo ha rappresentato un polo scolastico con tutte le scuole nei vari livelli d’istruzione: elementare, media e superiori che aveva aperto alla frequenza di tutti i ragazzi del territorio, tanto che negli anni ’70 poteva contare una “popolazione” di oltre 700 studenti.

Oggi, dopo un periodo di stasi, grazie a una rinnovata spinta, energia e una visione prospettica sono state realizzate importanti opere a supporto sia degli istituti scolastici presenti in loco sia a sostegno della popolazione. E’ stata ultimata la sistemazione del nuovo Chiostro Grande, che da luogo considerato quasi esclusivamente di passaggio e di collegamento ha ripreso la sua funzione di Chiostro, punto di sosta e di incontro così come di silenzio e di meditazione. In questa prospettiva gioca la sua parte il rumore dell’acqua della Fontana. Per ambedue questi simboli (Chiostro e Fontana) sarebbe bello proprio oggi trovare un loro nome, così come era abitudine nei Monasteri nei secoli andati.

In secondo luogo, la creazione di una grande e attrezzata Sala Conferenze multimediale, con tecnologie all’avanguardia, maxischermo, impianti audio, etc. dotata di tutti i servizi di funzionalità e supporto, di 350 mq. con 170 posti a sedere.

Non solo ma per far fronte all’impellente necessità di reperire spazi per consentire l’apertura dell’anno scolastico 2020/21, il Monastero abbia consentito la realizzazione lungo i tre lati del sopracitato Chiostro Grande, di aule scolastiche, sale, servizi e tutto il necessario per poter accogliere in all’apertura dell’anno scolastico ben tre diversi Istituti superiori che hanno accolto oltre 500 allievi, insieme a una splendida nuovissima palestra.

Infatti, come in quel lontano 1941, l’allora Abate Generale P. Ildebrando Gregori, riuscì a cogliere e operare per le esigenze dei giovani e delle necessità di istruzione di quel tragico momento, oggi, il Padre Economo Don Alessandro ha saputo vedere e iniziare a realizzare,  in questo sforzo di rinnovamento, quelle che sono già oggi, le esigenze e la possibilità di sviluppo di questo territorio che per la sua collocazione geografica, baricentrica rispetto la Capitale e le grandi vie di comunicazione e nello stesso tempo, staccata e collocata in una ideale condizione di tranquillità e di vivibilità.

Ecco così nascere questa sala conferenze, ove realizzare convegni, seminari, corsi, conferenze, anche di tipo residenziale supportata, in questo  da una sperimentata e adeguata struttura di ospitalità.

A questo punto, in conclusione,  non possiamo non spingere uno sguardo ancora più indietro nel tempo, quando nel XVII secolo il Marchese Giustiniani, oltre che far costruire proprio in questa brulla collina il mausoleo della propria famiglia, e abbellendola con una magnifica statua di adornare il Mausoleo della sua famiglia da una statua di Michelangelo, aveva compiuto un atto estremamente “moderno” e progressista. Infatti inserì nel suo testamento, assegnando anche un reddito testamentario affinchè in questo luogo “…li preti potessero insegnare d’abbaco e di scrivere ai giovani del luogo che ne avessero volontà”.

Ecco, quindi, che questo 11 settembre, giorno nel quale ci ritroviamo a Bassano Romano per celebrare una nuova rinascita, come nel 1941, nel pieno di una guerra mondiale, quando il mondo stava andando in pezzi, proprio in questo luogo venne gettato il seme di una rinascita sociale e culturale, oggi, nel 2021, celebriamo la ripresa di questo percorso, insieme a tutte quelle persone  che ci hanno aiutato e creduto.

Ha assicurato la propria presenza anche il Presidente della Provincia di Viterbo, Pietro Nocchi.

 

Storia

Nel 1941 la chiesa di san Vincenzo, da anni in stato di abbandono, con un piccolo casolare annesso sulla facciata destra della chiesa e dei ruderi alla sinistra fu donata dal principe  Innocenzo Odescalchi all’abate Luigi Merluzzi, procuratore generale e rappresentante legale della Congregazione Silvestrina. Detta chiesa fu fatta costruire intorno al 1631 dal marchese Vincenzo Giustiniani e dedicata al martire spagnolo san Vincenzo. Doveva essere, nell’intenzione del colto mecenate, il centro di un borgo e la chiesa mausoleo della sua illustre famiglia. Il progetto della chiesa è quasi sicuramente opera del Maderno, l’architetto che aveva già lavorato a S. Pietro.
Arrivati i primi monaci si adoperarono per rendere agibile la stessa chiesa e le camere annesse. Iniziarono con la riparazione dei ruderi e subito dopo l’edificazione delle nuove strutture.
Nel 1945, il 25 novembre, la vigilia della festa del nostro fondatore S. Silvestro, fecero ingresso i primi 4 ragazzi raccolti dall’abate Ildebrando Gregori perché privati dalla guerra di ogni affetto famigliare e di ogni sostentamento. L’evento segnò l’inizio di un’attività che nello spazio di pochi anni Il Monastero oggi raggiungerà proporzioni davvero notevoli. Sorgevano con ritmo incessante nuovi edifici per le pressanti richieste di accoglienza della gioventù abbandonata, i figli della guerra, i figli degli emigrati all’estero, i figli dei carcerati e tutti quelli che si trovavano in stato di abbandono. Verso la metà degli anni settanta l’Istituto San Vincenzo accoglieva oltre 650 ragazzi inseriti in scuole di specializzazione e preparati nel modo migliore ad affrontare la vita. Gli istituti di accoglienza per minori subirono un rapido declino fino alla chiusura totale verso la fine degli anni settanta.
Per molto tempo il Monastero San Vincenzo è rimasto quasi inattivo in attesa di scrutare le nuove necessità. Dal 1983 è iniziata una progressiva ristrutturazione, facilitata da una munifica donazione dei coniugi Gabriella Montenero e Giulio Sansoni e che ha portato alla realizzazione di una vasta ed attrezzata foresteria.

 

Monastero di San Vincenzo

Il Cristo Portacroce attribuito a Michelangelo

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