Il consiglio dei bambini chiede una Viterbo più accessibile per i disabili

di Paola Maruzzi

Chiara Giorgi, Chiara Frontini, Leonardo Martinetti e Mauro Cafarella

Si è svolto il 4 ottobre, a Palazzo dei Priori, presieduto dalla sindaca junior Chiara Giorgi e dalla vice Claudia Iacomelli, il secondo consiglio comunale delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi. Al vaglio dei giovanissimi consiglieri due punti all’ordine del giorno: il primo riguardante una migliore accessibilità di Viterbo per le persone con disabilità, il secondo inerente il tema della sicurezza urbana. All’unanimità passa la prima proposta che si concretizzerà con la realizzazione in Piazza Crispi di un nuovo attraversamento pedonale per ipovedenti. Dalle scuole agli spazi aperti, i ragazzi hanno spiegato quanto siano importante che Viterbo s’impegni a eliminare le barriere architettoniche.

Ha invece destato qualche perplessità l’idea di incrementare in città le telecamere di videosorveglianza nelle aree più a rischio: con sette voti contrari e un astenuto, la seduta “boccia” l’iniziativa. Nei prossimi mesi seguiranno altre convocazioni in cui il consiglio comunale delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi sarà nuovamente chiamato a rilanciare all’amministrazione Frontini altre iniziative (per un totale di otto, come il numero degli istituti scolastici del territorio di cui il consiglio è espressione). “Il suggerimento che diamo per il futuro – spiega la consigliera comunale Rosanna Giliberto nel complimentarsi con i piccoli colleghi – è di portare sul tavolo di discussione idee il più possibile concrete, da realizzare con budget non esorbitanti”.

Nei mesi a venire il piccolo e coraggioso organo consultivo avrà dunque una doppia sfida: rimanere centrato su proposte fattibili, ragionare da “grandi” insomma e, al tempo stesso, non perdere di vista lo sguardo creativo “dal basso”, difendendo l’originalità di pensiero, rivendicando l’autonomia della propria voce. A tal proposito Mauro Cafarella, della Primaria Ellera, solleva democraticamente la questione. A margine del consiglio spiega perché abbia votato contro la proposta in tema di sicurezza: “Ho ragionato da bambino. A 9 anni non mi pongo il problema se a Viterbo ci siano più o meno telecamere di videosorveglianza. Noi bambini abbiamo tantissime idee valide per una città più bella e non vediamo l’ora di proporle. Dobbiamo e vogliamo progettare con la nostra testa”.

 

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