Convivi: “Federico II, Stupor Mundi, l’Imperatore e i falconi”

All’Antico Borgo “La Commenda” www.borgolacommenda.it riprendono i Convivi del venerdì ancora sotto le stelle (tempo permettendo, in caso contrario il famoso “Cenacolo de La Commenda” è sempre pronto ad accogliere i “commensali”), nel suggestivo giardino.
La sera di venerdì 26 agosto, a partire dalle 20.30, nel corso di una sfiziosa cena che richiama i sapori medievali, si parlerà di Federico II di Svevia che, fra i vari campi della conoscenza umana, coltivava anche l’arte di andare a caccia con il falcone, tanto da scriverci un manuale per l’allevamento e l’addestramento dei rapaci. Dall’anno Mille al Quattrocento, la Falconeria, oltre a offrire il suo aspetto squisitamente venatorio, diventa protagonista in ambito culturale, letterario, politico e di costume. In questo periodo storico del nostro continente, l’imperatore e re di Sicilia Federico II di Hohenstaufen, scrive il primo trattato scientifico di ornitologia esistente, il “Liber de arte venandi cum avibus” (“L’arte di cacciare con gli uccelli”), così come vengono scritte pagine di letteratura indimenticabili con chiari riferimenti alla caccia col falcone (scene di falconeria sono descritte in opere di Dante, Boccaccio, Brunetto Latini, nel Poema del Mío Cid, nella Celestina di Fernando de Rojas…). La pratica di quest’arte venatoria, e la conseguente presenza dei rapaci a corte, è una costante nella vita di dame e cavalieri. Ai falchi spetta, inoltre, un ruolo politico non indifferente (i falchi intervengono nella stipula di trattati, fanno parte della dote negli sposalizi regali, etc.). Di questo, come anche di altre notizie legate alla simbologia e alle pratiche magiche riferite al rapporto tra falco e cavaliere, parlerà la Dr.ssa Pier Francesca De Pusone durante la suddetta cena in cui gli ospiti conosceranno un’arte permeata dalla ricerca del delicato equilibrio che si instaura tra il falco e il suo falconiere il quale si mette alla prova ogni volta che, lanciato il falco dal pugno, lo osserva prendere quota, indipendente e solitario, libero di decidere se ritornare al pugno del suo compagno, coronando il tacito patto con l’uomo, o se abbracciare invece la libertà. L’alleanza uomo-falco mette, dunque, alla prova l’impegno dell’uomo, che deve garantire gli spazi ed il tempo necessari al corretto esercizio della falconeria. Di questo daranno notizia ed esempio “concreto” alcuni Falconieri dell’A.S.D. Alantica Tuscia Liberi Volatum con i loro splendidi esemplari di rapaci che offriranno spunti, riflessioni e notizie su come il falconiere curi giornalmente quel delicato, emotivo ed esclusivo equilibrio con il proprio rapace e su come il concetto di falconeria, nei suoi millenni di storia, abbia subito delle modificazioni. Al giorno d’oggi i falconieri che praticano l’arte venatoria sono un numero esiguo rispetto al numero totale. Per i falconieri disinteressati all’attività venatoria, l’esercizio al logoro, o al pugno, è il simulacro della caccia con il loro compagno in una continua la ricerca di equilibri e interazioni migliori.
Ingresso (cena con bevande incluse e relazione sull’argomento), € 26,00. Per informazioni e prenotazione (vista la particolarità dell’evento e il numero limitato dei posti disponibili, è obbligatoria) telefonare ai numeri: 0761.263767 – 373.7510399.

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