Fabrizio Nesta: “La musica ha sempre fatto parte di me”

Abbiamo tutti la musica dentro. Sensazioni, pensieri e sentimenti intraducibili, che ci fanno commuovere davanti a un tramonto, o ascoltando le note di chi è riuscito a tradurre la sua personale musica interiore in suoni e armonie, attraverso le corde di una chitarra, o i tasti bianconeri di un pianoforte. A Viterbo, la musica echeggia tra le antiche mura del centro storico, frammista alle risate e alle voci di tanti ragazzi che hanno scelto di imparare a suonare uno strumento e a tradurre in ritmo e melodia sentimenti universali. Ci troviamo presso la Staff Music School di Viterbo e parliamo con Fabrizio Nesta, insegnante di chitarra presso questa importante realtà viterbese nel campo dell’insegnamento della musica. Fondata nel 1995, la Staff vanta oggi una seconda sede a Roma Eur, e offre un ampio ventaglio di corsi di musica per bambini, adulti e ragazzi, per chiunque voglia accostarsi allo studio di uno strumento in via amatoriale o professionale. “Ci occupiamo di tutti i generi di musica moderna: rock, jazz, blues, funk”, esordisce Fabrizio, accompagnandoci a visitare i locali della scuola – tra cui uno studio di registrazione – tutti insonorizzati e dotati di moderne strumentazioni.“Qui si studia il pianoforte, la chitarra, la batteria. E ancora il basso, il sassofono, la tromba, con lezioni individuali a diretto contatto con gli insegnanti. Abbiamo anche tanti ragazzi che studiano canto e recentemente, anche doppiaggio”. Accanto alle lezioni individuali si svolgono i laboratori, dove si studia tutti insieme ritmica, armonia, accordi e arpeggi. “Il laboratorio è una fase importante dell’apprendimento. I ragazzi crescono musicalmente insieme, imparano ad interagire come gruppo, a confrontarsi con le caratteristiche degli altri. Ognuno produce qualcosa che si incastra alla perfezione nel mosaico sonoro finale”. L’insegnamento di base segue lo stesso iter di qualità sia per chi si accosta alla musica come un hobby, sia per chi vuole intraprendere una vera e propria carriera.
Professionalità e entusiasmo, per chi come Fabrizio Nesta ha fatto della sua passione un lavoro stimolante. “La musica ha sempre fatto parte di me. Da quando da bambino imbracciavo la chitarra di mio padre e passavo intere giornate in casa ascoltando dischi e tentando di ricreare da autodidatta sonorità e armonie”. Dopo aver preso lezioni private, Fabrizio decide di fare sul serio e nel 1996 si trasferisce a Los Angeles per frequentare il Musician Institute, una delle più importanti accademie di musica moderna a livello mondiale. “Un college dove studiavano ragazzi di tutto il mondo, e dove capitava di suonare con grandissimi chitarristi come John Petrucci dei Dream Theatre, Steve Lukather dei Toto, Scott Henderson. Persone prima ancora che artisti, disponibilissimi a condividere la loro tecnica e i loro segreti con noi studenti”. Un ambiente stimolante, cosmopolita, vera fucina di sensibilità e di maestria, fondamentale nella formazione di un musicista che, tornato in Italia, ha messo a disposizione le sue competenze agli studenti della Staff Music School. Un tratto internazionale che si ritrova anche nell’associazione della scuola viterbese con il London College of Music, dipartimento della University of West London. “Prepariamo i nostri ragazzi a sostenere gli esami per ottenere il diploma riconosciuto a livello internazionale: gli esaminatori vengono direttamente da Londra”.
Nel tempo, la scuola viterbese ha visto nascere e maturare veri talenti, come Alessandro Presti dei Dear Jack e suo fratello Fabrizio, valente batterista. “Nella Tuscia c’è grande interesse per la musica: ci sono tanti buoni gruppi che hanno i numeri per emergere. Ma ci vorrebbero spazi dove farli esprimere, spazi pensati per la musica, e non relegarli alle solite serate nei piccoli pub”. Un problema sentito in prima persona, visto che Fabrizio suona la chitarra in tribute band con le quali ha girato l’Italia. “Suonare davanti al pubblico dà emozioni indescrivibili: quando scendi dal palco hai un’altra luce negli occhi”. Una luce indefinibile che solo lo scambio di energie tra musicisti e spettatori può creare. Che può essere trasmessa e insegnata da chi, come Fabrizio, quello scambio di energia lo prova ad ogni concerto.
www.staffmusicschool.com
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