La verità nell’ombra: il dramma di Portella della Ginestra

Martedì 17 novembre 2015 a Viterbo “La verità nell’ombra”, lo spettacolo interpretato dalla compagnia stabile Assai,
Patrizio Pacioni riporta all’ex tribunale il dramma di Portella della Ginestra.
L’adattamento è di Antonio Turco e la regia di Francesco Cinquemani
Il celebre processo di Viterbo all’assassino di Salvatore Giuliano, il suo luogotenente Gaspare Pisciotta, è il contenitore nel quale si dipana una storia non solo processuale. Il ritratto dell’Italia nella ricostruzione post bellica corrisponde a definire personaggi appartenenti ad un’epoca molto confusa e contradditoria in cui si è andata consolidando il rapporto di potere tra Stato e mafia. L’eccidio di Portella della Ginestra, la Sicilia contadina ed incapace di ribellarsi ad un destino scritto da altri, l’enigmatica figura di Pisciotta e quella carismatica di Salvatore Giuliano, il ruolo dei capi mafia Minatola e Miceli e quello del colonnello Luca, sono definiti in una opera caratterizzata da una riduzione in chiave di drammaturgia penitenziaria, come nello stile più classico della Compagnia Stabile Assai. Il più antico gruppo teatrale carcerario italiano che mette in scena sempre testi inediti, attribuisce ai detenuti componenti il gruppo, un ruolo non solo attoriale ma anche e soprattutto di presenza attiva nella riduzione scenica.
Dopo l’esordio, nella scorsa primavera, nell’ambito della prestigiosa Stagione Teatrale 2014 – 2015 del C.T.B. Teatro Stabile di Brescia, “La verità nell’ombra”, di Patrizio Pacioni, inizia la tournée che porterà il dramma in diverse piazze italiane.
Tra gli appuntamenti spicca quello assolutamente eccezionale di Viterbo.
Alla rappresentazione serale di lunedì 16 novembre, sul grande palcoscenico allestito presso l’Auditorium dell’Università della Tuscia, il mattino seguente, martedì 17, seguirà la messa in scena nell’aula del Vecchio Tribunale di Viterbo, vale a dire esattamente dove fu celebrato il processo che scrisse un’importantissima pagina della storia nazionale.
“Una suggestione assolutamente unica – ha sottolineato Pacioni -: la magia della storia che si fa spettacolo e dello spettacolo che racconta la storia.
Un privilegio per chi questa storia racconterà e per coloro che dopo oltre sessant’anni, a questa storia diventata teatro-verità, avranno l’occasione e la fortuna di assistere”. L’adattamento teatrale è di Antonio Turco e la regia di Francesco Cinquemani.

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