DRUG GOJKO di Pietro Benedetti: un forte odore di libertà

Un monologo quello di Pietro Benedetti tratto dai racconti di Nello Marignoli, partigiano viterbese combattente in Jugoslavia, rappresentato nella programmazione di Resist nelle giornate legate al 25 Aprile, con due spettacoli messi in piedi a Vasanello alla Casa del Popolo e allo Spazio Corsaro a Chia venerdì e sabato scorsi.
“Ricordo. La bottega di Nello Marignoli in fondo alla via, dove abitavo. Copertoni usati accatastati vicino l’ingresso, crick idraulici dalla lunga leva, grosse chiavi inglesi a croce, caccia gomme e borchie piene di bulloni. Un piccolo scalino consumato dai passi, conduce all’ingresso della piccola bottega. File di copertoni nuovi ben impilati alle pareti, un catino ricavato da un serbatoio di olio tagliato a metà dove un’acqua nera aiutava a scorgere le bollicine della foratura. Alle pareti due pinze con una grossa manopola rotonda che serrate e riscaldate fondevano, con il mastice, la toppa alla camera d’aria. Ricordo ancora vivo l’odore dei copertoni, per me era l’odore della libertà, delle corse in bicicletta delle vacanze estive. Ricordo i discorsi di Nello, alto, con due baffi neri che mettevano soggezione, sempre disponibile a darci una mano. I Tedeschi, gli Italiani, gli Slavi e la grande guerra”. Storie disperate che Pietro Benedetti in un monologo di più di un’ora ha fatto rivivere emozionando col suo spettacolo, allo Spazio Corsaro di Chia, dove il gesto, la parola e l’espressione del viso, la mimica del corpo, unito all’uso spontaneo del dialetto Viterbese, da bravo attore quale è, hanno regalato ai presenti intense emozioni, sottolineate da un applauso che sembrava non finire mai.

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