Tramonti a Ferento: D’annunzio tra musica e poesia, ultimo appuntamento

Omaggio a d’Annunzio, musica e poesia” in scena domenica 5 agosto (ore 19,30) a “Tramonti a Ferento” è il terzo ed ultimo appuntamento dedicato al poeta e letterato pescarese, protagonista della vita culturale e non solo tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento in Italia del quale ricorre l’80° anniversario della scomparsa.
Dopo aver tracciato una panoramica sul rapporto del Vate con le donne nel primo incontro con Giuseppe Rescifina e Simonetta Pacini, e averne evidenziato, nel corso del secondo incontro, attraverso lde parole del regista e sceneggiatore Vittorio Nevano, il ruolo politico, il terzo appuntamento è apertamente lirico con la lettura di cinque straordinarie poesie del pescarese sottolineate da brani musicali eseguiti dal duo Giancarlo Necciari (chitarra) e Marcello Balena (sax) e dai movimenti coreografici di Alessandra Ragonese.
“La vita e l’opera di Gabriele d’Annunzio sono intrise di musica – ha scritto il critico Walter Tortoreto – non c’è studioso dello scrittore pescarese che abbia potuto evitare di parlare di lui ignorando o trascurando i suoi numerosi e vistosi interessi musicali”.
Il Vate dedicò un romanzo, “Il fuoco”, al compositore che più amava: Wagner. Tra il luglio e l’agosto del 1893 sul quotidiano romano La Tribuna D’Annunzio scrisse tre articoli difendendo Wagner, il “nume di Bayreuth”, dagli attacchi di Nietzsche.
E ancora: la tragedia dannunziana “Francesca da Rimini” che richiama l’episodio raccontato da Dante del V canto dell’Inferno, rappresentata per la prima volta nel 1901 (interprete principale Eleonora Duse) è stata musicata da Riccardo Zandonai nel 1914.
Un rapporto intrinseco, dunque, quello tra poesia e musica in D’Annunzio. Gran parte della poesia dannunziana ha, peraltro, una musicalità straordinaria. E questo sarà il leit-motive dell'”Omaggio a d’Annunzio” in programma domani a “Tramonti a Ferento”. Ne “I pastori d’Abruzzo” l ’autore celebra gesti antichi della sua terra come se fossero sacri e li riconduce ad un’unione con la natura che si ripete ogni anno. In “Ferrara”, che fa parte delle “Città del silenzio”, il poeta si propone di celebrare la città nel fascino presente della sua malinconia e in quello del suo passato rinascimentale. Ed è impossibile negare la musicalità de “La pioggia nel pineto”. Durante il temporale estivo ci si immerge completamente nel paesaggio, il poeta chiede subito alla sua compagna di far silenzio (“Taci!”) per contemplare solamente i rumori dell’acqua e della natura che si trasforma intorno, sotto l’incessante picchiettare della pioggia. Ogni verso non è che un altro passo dentro questo mondo incontaminato, lontano dall’umanità, finché non ci si perde del tutto.
Un “Omaggio a D’Annunzio” pieno di sonorità quello di domani, domenica, a “Tramonti a Ferento”, preceduto, alle 18.30, dalla visita all’area archeologica dell’antica città romana.
La stagione di spettacoli a Ferento, organizzata dal Consorzio Teatro Tuscia, assegnatario del bando del Comune di Viterbo, con la direzione artistica di Patrizia Natale, è realizzata in collaborazione con Archeotuscia onlus, TusciaE20 , e con il sostegno di Ance.
Per tutte le informazioni in merito agli spettacoli contattare il 335 474640. Per informazioni riguard anti la biglietteria contattare invece il 328 7750233. Info e aggiornamenti su www.teatroferento.it , pagina Fb teatroferento e sui canali istituzionali del Comune di Viterbo.

foto:Nicoletta Di Luigi

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