Sos Trinità: c’è l’immagine della Madonna protettrice della città..

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Le Giornate del Fai del 21 e 22 marzo lo hanno posto sotto i riflettori del grande pubblico. Il Complesso della Trinità a Viterbo fa parte dei beni dello Stato, tutelati dalla Soprintendenza delle Belle Arti, questo significa che anche per mettere un chiodo c’è bisogno di quel consenso. E’ praticamente impossibile ottenere finanziamenti per il restauro della struttura per la mancanza permanente di fondi. Il Comune di Viterbo, forte del patto di riconoscenza stabilito nel 1344 dovrebbe farsene carico, ma anche in questo caso mancano le risorse. La Trinità custodisce l’immagine della Madonna protettrice della città.
Nei tempi antichi la chiesa della Trinità era talmente piena di fedeli che si dovette ampliare la struttura per contenerli tutti, e la statua lignea della Madonna Liberatrice era collocata nella loggia del Palazzo dei Priori. Oggi tutto sembra essere caduto nel dimenticatoio e la struttura sta andando in malora.
Durante le giornate di Primavera le laboriose guide del FAI hanno raccontato ai visitatori numerosi, la leggenda, di quando il lunedì di Pentecoste del 1320, qualcosa di terribile accadde a Viterbo, le cronache antiche raccontano che improvvisamente il cielo diventò nero e divampò un temporale talmente violento e terrificante che si temette la città potesse sprofondare. La gente notò nello stesso cielo qualcosa di terribile, “demoni di cui l’aria era tutta piena, sotto forma di corvi di nottole e di aquile molto grandi e spaventose, che incessantemente gridavano: L’inferno vi aspetta”.I viterbesi spaventati da queste apparizioni, invocarono a gran voce la misericordia della Vergine Maria, che apparve loro dicendo“Andate alla Chiesa della Santissima Trinità, e vi ritroverete alla sinistra della cappella di S. Anna una immagine, che è il mio ritratto, e avanti a quello supplichevolmente invocatemi”.Il popolo corse alla piccola chiesetta fuori città, trovato l’affresco della Madonna, s’inginocchiarono tutti per pregare e, miracolosamente, il temporale cessò. Anche i demoni furono cacciati “a vista di tutto il Popolo, si precipitarono urlando in quel piccolo lago eternamente ardente, che era il Bullicame.”

Da quel momento l’immagine della Madonna fu riconosciuta protettrice della città di Viterbo e le fu attribuito il titolo di Liberatrice. Gli antichi Statuti riportano che nel 1344 il Comune di Viterbo stabiliva che la festa della Madonna Liberatrice si celebrasse ogni anno con grande solennità.
Il culto mariano dei viterbesi aumentò sempre di più, attribuendo alla Madonna Liberatrice altri miracoli, che concorsero a rafforzare la convinzione che effettivamente quell’immagine proteggesse la città.
Il 12 novembre del 1715, il quadro ricevette dal Capitolo Vaticano il privilegio dell’imposizione della corona d’oro, un riconoscimento ufficiale di culto. Infatti, nel 1750 la chiesa fu dichiarata Santuario Mariano. Il 12 novembre di quest’anno saranno 300 anni dalla prima incoronazione del quadro, sarebbe bello poter festeggiare in modo solenne la ricorrenza, in una chiesa senza crepe, senza macchie di umidità sui muri, senza infiltrazioni d’acqua. Sarebbe bello che i viterbesi si ricordassero che questa chiesa esiste e custodisce un grande miracolo.Abbiamo in città la facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, perché non istituire un cantiere scuola per restaurare almeno i dipinti?”Facciamo in modo che sia Viterbo ad esprimere un gesto grande per un recupero importante, Festeggiamo questo compleanno storico.300 anni il prossimo 12 novembre con azioni primarie di restauro, facendo rete, Comune, Istituzione, Istituti di Credito ,privati cittadini

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