Parco del Treja: monitorare gli insetti in Direttiva Habitat

Cervo volante maschio in natura

In queste settimane si sta svolgendo lungo i sentieri del Parco il monitoraggio del cervo volante, un grosso coleottero forestale oggi in declino a causa delle comuni pratiche forestali, che tendono a eliminare gli alberi secchi o morenti indispensabili alla femmina per deporre le uova e alle larve per crescere. Per questo motivo è stato inserito in norme di protezione dell’Unione Europea e gli Stati membri devono monitorarne le popolazioni e favorirne la conservazione.

Il monitoraggio fa parte delle attività previste dal progetto InNat, finanziato dal Ministero della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM), e coordinato dal Centro Nazionale Biodiversità Forestale “Bosco Fontana” Carabinieri (CNBF), che, proseguendo le azioni avviate con il progetto Life MIPP (Monitoraggio degli insetti con la partecipazione del pubblico) concluso l’anno scorso, si pone l’obiettivo di far conoscere al pubblico l’importanza della Rete Natura 2000 e favorire i monitoraggi degli insetti protetti a livello comunitario anche con la partecipazione dei cittadini.

Il progetto InNat si basa infatti sulla citizen science, la scienza collaborativa che permette a tutti di dare il proprio contributo ad una ricerca scientifica. Attraverso il sito del progetto (www.innat.it) e l’app InNat chiunque può inviare le segnalazioni di presenza di 30 specie di insetti protetti dalla Direttiva Habitat, incrementando così la conoscenza della distribuzione delle specie, dato fondamentale per la loro tutela. L’unico vincolo è che la segnalazione sia corredata da una chiara foto dell’insetto, per consentire agli esperti del progetto di validare la segnalazione e di inserirla nella banca dati.

Ciascuna delle 30 specie selezionate dal progetto – si tratta di 16 specie di farfalle, 5 di coleotteri, 2 di grilli e cavallette e 7 di libellule – è ben descritta in dettagliate schede che ne facilitano il riconoscimento e tutte sono visionabili sia sul sito che tramite l’App. Speriamo che anche dalla Valle del Treja arrivino tante segnalazioni.

Foto di Francesco Lemma

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