“Tutto il male del mondo”: al cinema il docufilm su Giulio Regeni, a dieci anni dalla morte

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Il documentario sarà nelle sale il 2, 3 e 4 febbraio con Fandango. Sono trascorsi 10 anni dalla scomparsa di Giulio Regeni il ricercatore friulano inviato in Egitto dalla sua assistene all’Uiversita di Cambridge  per svolgere un lavoro di ricerca sul sindacato degli ambulanti del posto. Dal 2015 difatti si era trasferito in Egitto per lavorare alla sua tesi di dottorato in studi sullo sviluppoe in particolare sul ruolo dei lavoratori e dei sindacati.

Il film arriva nelle sale il 2, 3 e 4 febbraio, dopo l’anteprima nazionale del 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, paese d’origine di Giulio.Nella provincia di Viterbo, a Tarquinia sarà proiettato il 2 e 4 febbraio al Cinema Etrusco Arthouse 

Il documentario fortemente voluto dalla famiglia per rendere pubblico quanto accaduto nella realtà al giovane universitario ripercorre le tappe del sequestro di Giulio, avvenuto al Cairo nel gennaio 2016, le torture subite e il ritrovamento del corpo, senza vita, il 3 febbraio, ai margini della capitale egiziana.

Il film si colloca all’interno di un percorso di memoria pubblica alla quale i genitori, recentemente, hanno espresso gratitudine: Grazie a chi ha impedito l’oblio. Cittadini e scorta mediatica hanno illuminato il cammino verso la verità

il documentario ripercorrendo il caso Regeni diventa una riflessione sul valore della democrazia di fronte alla violenza dei regimi autoritari. Cosa abbiamo imparato dal film su Giulio Regeni

A detta di chi lo ha già visto ci aiuta  a interrogarci sul valore della democrazia, su quanto sia fragile e su come sia importante preservarla.

“Purtroppo Giulio non ci verrà mai restituito. Ma la giustizia, la conquista del diritto alla verità, ridarà a Giulio la dignità che merita. La dignità che la tremenda violazione dei diritti umani subita avrebbe potuto togliergli per sempre”, affermano i genitori di Giulio Regeni.

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