Parco del Bullicame, Giovanni Faperdue risponde all’assessore

Riceviamo e pubblichiamo:

Dopo la mia iniziativa di protesta per le condizioni indecorose e inaccettabili del Parco del Bullicame, ho visto e letto reazioni che potevano essere migliori. Detto che io sono andato personalmente davanti al cancello del Bullicame e non ho solo scritto un articolo di protesta, aggiungo che il solerte neo assessore, doveva almeno staccarsi dalla sua comoda e lauta poltrona, e venire a vedere di persona che cosa succedeva al Bullicame. Poteva dimostrare di essere una persona che ascolta la voce di chi protesta, poteva dimostrare ai viterbesi che era la persona giusta al posto giusto, che era stata eletta dai viterbesi non per conoscenze o amicizie di famiglia, ma per intelligenza e prontezza a farsi in quattro, per risolvere i problemi. Non è accaduto e questa è la riprova che l’assessore sarà pure nuova, ma i metodi non sono nuovi, ma sono quelli vecchi che odorano di materia grigia gelatinosa, pronta per ricavare la penicillina. Ricordo al neo assessore che per consuetudine ormai consolidata, chi non c’è, ha sempre torto, anche se pensa di avere ragione. Poi, a posteriori, mi ha scritto il direttore di miniera, Giuseppe Pagano dicendo che, a causa di una caduta, non gode buona salute. Questo mi dispiace. Mi dispiace molto, ma nessuno si era peritato di farmi sapere qualcosa e il direttore stesso non aveva mai risposto alle mie telefonate, e neanche mi aveva richiamato. Quindi mi scuso con il direttore di miniera, gli faccio tanti auguri, ma i fatti che sono sotto gli occhi di tutti, mi hanno obbligato ad intervenire con una protesta, che era necessaria come il pane. Una persona come me che è cresciuto a pane e Bullicame, non poteva tacere più a lungo nel vedere questa situazione incancrenita. E pensandoci bene ho scoperto anche un altro primato tutto viterbese. Chi non ricorda che per eleggere Papa Gregorio X ci vollero ben due anni e nove mesi (1006 giorni). Un tempo memorabile fino a ieri. Ma oggi, con i ritardi accumulati dalla Soc. Gestervit per riparare i danni fatti al San Valentino, abbiamo superato di molto i tempi, del più lungo conclave della storia e, di questo passo li raddoppieremo. Il tutto accade nella solita profonda apatia dei viterbesi; un popolo capace solo di protestare e di mormorare alle spalle: il sindaco qua, il sindaco là, l’assessore qui, l’assessore lì. Poi abbiamo una stampa locale che, fatta salva qualche eccezione, è pesantemente condizionata dalla pubblicità. Nel senso che è allergica alle notizie, che fanno dispiacere ai suoi clienti, e non le pubblica e se le pubblica lo fa a modo suo.
Giovanni Faperdue (Già Presidente Associazione “Il Bullicame”)

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