Paolo Crescia, classe 1982, tarquiniese: “Nella Tuscia c’è una straordinaria biodiversità”

di Alfredo Boldorini

TARQUINIA – Paolo Crescia, classe 1982, tarquiniese, appassionato di natura sin da piccolo ha sempre abbinato la curiosità allo studio. In seguito si è avvicinato anche alla fotografia. E’ riuscito nel suo sogno di “diventare un naturalista”. Si occupa di conservazione della biodiversità, ricerca e divulgazione scientifica, con l’Associazione Naturalistica della Maremma Laziale da lui fondata in collaborazione con altri suoi amici e colleghi, attivi su tutto il territorio nazionale con maggior attenzione alla regione Lazio e soprattutto la Tuscia.
Paolo, come e perché hai deciso di intraprendere questa strada?
Ciò che mi ha spinto a intraprendere questa strada è la forte passione per la natura per la sua conservazione e la voglia di conoscerla sempre più a fondo mi ha poi portato a farlo diventare un vero e proprio lavoro.
Cosa fa un divulgatore?

Un divulgatore ha lo scopo di mettere a conoscenza il pubblico di tutte le informazioni scientifiche e non in maniera semplice e di facile accesso e comprensività a tutti, in questo caso cerco di informare le persone del magnifico mondo naturale che ci circonda nella provincia di Viterbo.
E’ il tuo lavoro?
Si attualmente è il mio regolare lavoro.
Perché avete fondato il gruppo GNML?
Il gruppo nasce proprio dall’idea di mettere a conoscenza le persone della ricca biodiversità che si trova nel nostro territorio.
Parlaci del GNML e di chi ne fa parte…
L’associazione si occupa di conservazione della biodiversità, ricerca e divulgazione scientifica dando più attenzione alla maremma laziale, ma siamo attivi anche su tutto il territorio nazionale.
Quali sono gli aspetti positivi e negativi della maremma laziale?
L’aspetto positivo della maremma laziale, come detto prima, è la sua straordinaria biodiversità, basta spostarsi di pochissimi chilometri per passare da un ambiente di litorale a uno fluviale, dalla pianura alle colline e subito alle sue spalle le montagne, questa variabilità la rende straordinaria, ma di negativo c’è il fatto che è poco attenzionata dalle istituzioni e manca quel turismo naturalistico che ha reso migliori altre regioni vicine.
Cosa cambieresti se avessi un ruolo istituzionale all’ambiente?
Se avessi un ruolo istituzionale cercherei di rendere più fruibili le aree protette al pubblico, creando eventi di sensibilizzazione e istruzione al mondo della natura.
Quali sono i tuoi obiettivi per il futuro?
Il mio obiettivo, ma anche quello dell’associazione, è la realizzazione di un museo di storia naturale con sede a Tarquinia. Sono ormai alcuni anni che stiamo cercando l’aiuto delle istituzioni per una sede, ma ancora purtroppo non abbiamo ottenuto nulla. Nel frattempo organizziamo eventi, escursioni e corsi guida.
Paolo Crescia
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