Lo Scaffale/Il giro del mondo di un navigatore solitario Capitano Joshua Slocum

Se siete sdraiati sulla spiaggia con di fronte il il mare e sognate un giorno di fare il navigatore solitario, questo è il libro che fa per voi.
La sera del 24 aprile 1895, Slocum salpò con lo Spray da Boston senza una meta precisa. Tre anni, due mesi e due giorni dopo, il 27 giugno del 1898, dopo una traversata di circa 46.000 miglia, alle 01:00 gettò l’ancora nel porto di Newport. Aveva circumnavigato il globo, da est verso ovest, passando per lo stretto di Magellano e la Terra del Fuoco.E’ una avvincente storia vera
Il Capitano Joshua Slocum è sinonimo di navigazione. Un uomo che non si arrende mai ai colpi della vita, ma ogni volta rattoppa le vele e continua la navigazione. Come quella mattina del 24 aprile del 1895 “ il vento era favorevole a mezzogiorno levai l’ancora, spiegai la velatura e m’allontanai rapidamente da Boston dove la Spray era rimasta comodamente ormeggiata per tutto l’inverno…” Questo è Joshua un uomo di mare che a quattordici anni fugge per imbarcarsi e dopo avere solcato tutti i mari, per una vita intera, la sorte a quasi cinquanta anni, lo riportata al punto di partenza. Decide di costruire da solo uno Sloop lo chiama Spray e con questa piccola barca provare a guadagnarsi da vivere. Quella mattina ad attenderlo nel porto di Boston non c’era solo un vento favorevole, ad aspettarlo sul molo, c’era l’invito per una nuova vita. Inizia cosi il primo giro intorno al mondo in solitaria della storia. “Sono particolarmente abile nei calcoli per la determinazione del punto stimato” ci tiene ad affermarlo, ma soprattutto per seguire la giusta rotta si affida al suo intuito, preciso come una bussola. Slocum è l’arte della navigazione, che continua nel suo racconto, un libro che oltre all’avventura, riesce a non cadere mai nel tecnicismo fine a se stesso, si rivolge al lettore con umiltà, che la possiede solo chi ha una grande conoscenza del mare. Non si vanta mai delle sua abilità nell’affrontare e superare i pericoli con i quali deve sempre vedersela da solo. Navigando di bolina Joshua ci porta in posti remoti, all’epoca ancora intatti, a ogni approdo è calorosamente accolto, riesce perfino a finanziarsi la manutenzione della barca e l’acquisto delle provviste, con piccoli commerci. La navigazione, le barche da allora sono enormemente cambiate, anche gli approdi sono diversi. Ora lo stesso tragitto si compie in meno di cento giorni contro i tre anni e tre mesi del Capitano. Resta vivo il messaggio che ci ha lasciato che in vita: “Un qualsiasi giovanotto che stesse pensando di fare una crociera, deve salpare subito senza starci a pensare troppo”. Perché su quel molo, oltre alla barca, ci sono i nostri sogni che prendono il largo.

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