Serve del Signore: a Tuscania lo Studentato delle Suore “argentine”

Quello delle Serve del Signore e della Vergine di Matarà è un Istituto argentino che da quasi 5 anni è presente nel Monastero di San Paolo a Tuscania.
Si distingue per la giovane età delle suore, cosa non comune ai nostri giorni. La comunità di Tuscania conta oggi 67 suore di 18 paesi diversi di una età che varia dai 20 ai 30 anni, impegnate, attivissime conoscitrici dei nuovi mezzi di comunicazione, sono connesse ad internet e ai social. Nelle celebrazioni papali si distinguono sempre dal loro abito blu e dalla loro gioiosità..
Suor Maria Stella del Mare è una giovane suora di Roma, che da 2 anni è la Madre Vicaria del convento e ci guida nella loro conoscenza.

Chi sono le Suore Serve del Signore e della Vergine di Matarà?
Il nostro Istituto è il ramo femminile della Famiglia Religiosa del Verbo Incarnato nata nella città di San Rafael, nella provincia di Mendoza in Argentina nel 1984. Prende il nome proprio da un’antica Croce missionaria, la Croce di Matarà, scolpita da un indigeno della tribù dei mataraes evangelizzato dai gesuiti nel XVI secolo. Questa Croce raffigura i simboli della Creazione, dell’Eucarestia, della Passione, e vi è scolpito Gesù crocifisso e la Vergine Maria, ai piedi della quale lo stesso indigeno si è raffigurato in atteggiamento di preghiera.

Da chi è composta la vostra famiglia religiosa?
Da sacerdoti, seminaristi e fratelli religiosi dell’Istituto del Verbo Incarnato, da noi suore e dai laici del Terzo Ordine Secolare che desiderano vivere la nostra spiritualità.

Perché si chiama del “Verbo Incarnato”?
Il nome “Verbo Incarnato” è stato scelto in onore al Mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio, l’evento più grande della storia, nel quale centriamo la nostra spiritualità e dal quale prendiamo esempio per poter realizzare il nostro fine specifico: l’inculturazione del Vangelo, prolungando l’Incarnazione in tutto l’uomo e in tutte le manifestazioni dell’uomo.

Come si svolge una giornata in convento?
Durante la settimana la sveglia è alle 5.30 e iniziamo con un tempo di studio personale e lettura spirituale per prepararci alla S. Messa delle 7.00. Dopo la colazione iniziano le lezioni in convento oppure andiamo al Seminario di Montefiascone per partecipare ai corsi del Centro di Alti Studi San Bruno.
Prima di pranzo invece, preghiamo il S. Rosario camminando nel giardino del convento e dopo il pranzo facciamo un’ora di riposo, la siesta… come si dice in Argentina!

Vi occupate voi di tutto o avete delle persone che vi aiutano?
Noi suore svolgiamo tutti i lavori del convento a turno, ogni giorno per esempio ci sono 2 cuoche la mattina e 2 la sera e un gruppo di 10 suore che serve ai tavoli. E’ tutto organizzato e scritto nella bacheca del convento ogni giorno.

Il resto della giornata come lo svolgete?
Nel pomeriggio abbiamo un’ora di lavoro comunitario in cui ogni suora svolge un compito nella casa: in sacrestia, lavanderia, pulizia, cucina, giardino, ecc… Dopo il lavoro abbiamo un tempo libero per le nostre cose, poi inizia il tempo di studio personale. Ogni sera alle 19.30 abbiamo un’ora di Adorazione Eucaristica comunitaria seguita dalla preghiera dei Vespri. Poi ceniamo e preghiamo la Compieta comunitaria. La nostra giornata finisce alle 22.30. Il venerdì e il sabato invece, dopo la cena, abbiamo un tempo di ricreazione comunitaria in cui giochiamo, cantiamo, ricamiamo, insomma, ci intratteniamo in sani divertimenti.

La vostra comunità a Tuscania di cosa si occupa?
A Tuscania è presente il nostro “Studentato Internazionale”, cioè la Casa di Formazione dove le suore dopo il Noviziato, rimangono per 3 anni per ricevere la formazione religiosa attraverso lo studio della Filosofia, Teologia e della Sacra Scrittura e la pratica pastorale nel territorio. Le nostre attività apostoliche, per via dello studio, si svolgono normalmente nel fine settimana.
Attualmente le religiose danno il loro aiuto nelle varie parrocchie del viterbese con l’insegnamento della catechesi ai bambini, l’Oratorio, la visita e comunione a malati, incontri di formazione per le Famiglie, gruppo giovanile, predica degli Esercizi Spirituali di Sant’Ignazio per le donne, pastorale vocazionale, apostolato con i mezzi di comunicazione (siti internet, blog, facebook…)

Quale è la provenienza delle suore? Quante italiane ci sono?
Le nostre religiose provengono da 18 paesi del mondo: dall’Italia, Spagna, Olanda, Polonia, Albania, Ucraina, Romania, USA, Canada, Guyana, Argentina, Perù, Ecuador, Brasile, Egitto, Tanzania, Guinea equatoriale, Estremo Oriente. Insieme a noi vive anche una delle monache Clarisse della precedente comunità monastica che per 8 secoli è stata presente nel Monastero di Tuscania. Il gruppo più numeroso è quello delle suore italiane, attualmente siamo in 11.

Il vostro Istituto venne fondato nell’84 da Padre Carlos Miguel Buela. Un argentino come Papa Bergoglio come vivete la presenza di questo papa? Vi ha mai chiamate al telefono?
Non ci ha mai chiamate per telefono, ma credo che ci veda ad ogni celebrazione importante che si svolge a Roma, visto che cerchiamo di partecipare sempre numerose…e siamo veramente numerose! Tra l’altro il colore del nostro abito è facilmente riconoscibile.

Avete un abito molto particolare…perché questi colori grigio e blu?
I colori del nostro abito hanno un significato particolare: l’azzurro corrisponde al cielo senza nuvole e il grigio alla terra e significano il Verbo (azzurro) e l’umanità (grigio). Indossiamo uno scapolare azzurro che rappresenta il Verbo divino, e all’essere imposto sull’abito grigio che simbolizza l’umanità, parla con massima eloquenza del sacro mistero dell’Incarnazione, per il quale il Verbo si unì alla nostra natura e si rivestì della nostra carne.
Le nostre sorelle di rito bizantino indossano lo stesso abito religioso ma di colore nero perché così è solito farsi nel loro rito.

Il mondo sta cambiando la Chiesa guarda verso il mondo e papa Francesco spinge questo vento di novità per essere vicini agli ultimi ma anche ai primi un po’ persi e disorientati. Tutte voi suore vi state formando per diventare missionarie, in quali paesi andrete?
Per noi ogni comunità è una missione, non solo se andiamo fuori della nostra patria o nei paesi che si considerano più poveri, siamo missionarie in ogni luogo, la missione che ci è stata affidata è quella di testimoniare con la nostra vita che Cristo è l’unica Via, Verità e Vita. Non siamo chiamate a fare opere sociali e basta, ma opere di misericordia, a contagiare gli altri dell’allegria che sperimenta il cristiano vivendo la carità di Cristo.

Dove?
In Europa e nei paesi del “primo mondo” dove c’è bisogno di una forte rievangelizzazione per combattere la povertà morale e tutto ciò che tende ad allontanare l’uomo da Dio e l’anima dalla salvezza; nei paesi di “prima evangelizzazione” o con più povertà materiale come Tagikistan, Kazakistan, Iraq, Papua Nuova Guinea, Guyana, Tanzania; nei paesi di rito bizantino in Ucraina e Siberia, e di rito copto-cattolico in Medio Oriente; nei paesi non cristiani come Egitto, Giordania, Iraq, Palestina, Siria, Tunisia, dove le suore si occupano soprattutto della cura dei poveri, dei malati e dei più bisognosi.

Lì è Tuscania ma lo sguardo delle Suore argentine Serve del Signore e della Vergine di Matarà è universale.

I contatti:
Suore Serve del Signore e della Vergine di Matarà
via del Monastero, 3 – Tuscania
Tel. 0761.443646 – cell. 331.8698983

https://www.facebook.com/ServedelSignore

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI