“La musica a Tarquinia dal 1600 a oggi”il libro del musicista Luca Purchiaroni

Tarquinia è una città che è sempre stata percorsa dalla musica, qui dimora anche il recente Davide di Donatello, il maestro Leandro Piccioni, la musica ha aleggiato sin dalle sue origini etrusche.Nel suo bel libro Luca Purchiaroni ne ripropone una indagine storica testimone di una vivacità culturale davvero peculiare che non si è mai placata, anzi, ha prodotto, a ben vedere, risultati inimmaginabili. Nel corso di quattro secoli, artisti di chiara fama hanno dato lustro a questo crocevia tirrenico, che si arricchisce ora di un altro patrimonio: quello musicale. Nella Cattedrale di Santa Margherita hanno prestato il loro ingegno musicisti come Angelo Berardi, Giovambattista Bianchini, Carlo Sodi o Tullio Cima, per citare i più celebrati, ma anche tanti altri che non hanno avuto la stessa fortuna, come il pesarese Terenzio Geminiani (che perderà la vita al fianco di Garibaldi) o gli autoctoni Francesco Capocci e Giovanni Dasti, forgiati nella scuola di Donizetti il primo e di Rossini il secondo. Altri tarquiniesi, invece, come l’arcade Giuseppe Petrosellini – musicato da Mozart – o Giacomo Setaccioli – compositore raffinatissimo – dovrebbero già sedere nell’Olimpo musicale. Non c’è da stupirsi, quindi, se si scopre che proprio a Tarquinia è stato inventato il moderno sgabello per il pianoforte. A dar voce a questo racconto ci sono poi i tanti organi a canne disseminati nelle chiese del centro storico, testimoni viventi di un passato che ha, indubbiamente, ancora molto da dire.
Un libro soprattutto dedito a chi la musica la ama e a chi la vive.

La prefazione è a cura di Guido Barbieri, docente di Storia della musica, critico musicale, drammaturgo e voce assidua di Rai Radio 3.

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L’Autore:

Organista, clavicembalista, compositore.
Nato a Roma ma di origini viterbesi , scopre la passione per la musica grazie a un vecchio pianoforte verticale e qualche spartito di musica rinvenuti nella casa paterna a Vasanello , dove passava le vacanze estive.
Inizia come autodidatta ed entra in Conservatorio dopo la maturità, iscrivendosi al corso di Organo e Composizione organistica, prima all’Aquila e poi a Roma. Suoi maestri sono stati Antonio Saracino per il pianoforte, Annamaria Polcaro e Luigi Celeghin per l’organo.
Dopo essersi diplomato passa al corso di Clavicembalo con la prof.ssa Paola Bernardi, per perfezionarsi in seguito con i maestri L. F. Tagliavini (Bologna) e C. Stembridge (Accademia Chigiana di Siena e Arezzo).
Uscito dal Conservatorio di Santa Cecilia con il massimo dei voti e la lode, intraprende una carriera concertistica che lo porta a suonare ambedue gli strumenti in giro per il mondo, sia da solo che in formazioni cameristiche o sinfoniche,

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