Calcata fotografia, al palazzo Baronale nell’antico borgo

Il 21 maggio parte la quinta edizione di Calcata fotografia, organizzata dall’associazione “Il vivaio delle immagini”, iscritto alla Fiaf (federazione italiana di Associazioni Fotografiche) e promossa dal comune di Calcata, patrocinata dall’ente parco del Treja.

Il festival dell’immagine è dal 2017 ospitato nell’antico bordo di Calcata. Si svolgerà principalmente nel weekend del 21 e 22 maggio con la mostra principale, al palazzo Baronale, che rimarrà visibile anche per i due fine settimana successivi, ovvero il 28 e 29 maggio e il 4 e 5 giugno.

Palazzo Baronale e Granarone, come nelle altre edizioni, ospiteranno immagini fotografiche ed eventi. In particolare, al palazzo Baronale, vi sarà la mostra di Tommaso Le Pera, considerato il più grande fotografo di teatro in Italia ed uno dei maggiori al mondo.

Nelle tre sale del palazzo, Le Pera esporrà un saggio della sua sterminata produzione con oltre 4500 spettacoli fotografati negli ultimi cinquanta anni. Ogni sala sarà dedicata in particolare ad un attore, Mariangela Melato, Gigi Proietti e Gabriele Lavia, con dieci immagini per ognuno di essi. Una raffinata mostra di notevoli contenuti e grande impatto visivo con immagini catturate in scena caratterizzate da un forte effetto live grazie alla tecnica della “fotografia dinamica” che l’autore utilizza da sempre per catturare le immagini di scena e che ha rappresentato, dalla fine degli anni sessanta, la nuova strada per la fotografia di teatro.

Il 21 maggio l’autore sarà presente all’inaugurazione e ci racconterà la sua esperienza di lavoro in oltre 50 anni di fotografia di teatro. Al Granarone, nelle sole giornate del 21 e 22 maggio, ci saranno due mostre.

 

La prima realizzata con le immagini a sviluppo immediato scattate nelle scorse edizioni di Calcata fotografia. Si tratta di un centinaio di immagini del fotogioco “Domino” che consisteva nell’organizzare una sequenza di immagini scattate da tanti autori, mettendo in correlazione una foto alla seguente. Agli autori che hanno partecipato al Domino veniva, infatti, richiesto di guardare l’ultima immagine scattata, per poi realizzarne una che fosse pertinente ad essa. In tal modo si sono create delle catene di immagini legate tutte da un filo conduttore.

La seconda mostra, dal titolo “Pm550”, è stata realizzata dal fotografo Michele Furci e racconta la storia di Salvatore Furci, soldato italiano di stanza a Rodi durante la seconda guerra mondiale, ricostruita attraverso le centinaia di lettere che Salvatore si è scambiato con sua moglie Serafina. Da questa avventura non farà più ritorno: deportato dai tedeschi sul mercantile Oria, naufragherà nell’Egeo.

Trent’anni più tardi, suo nipote Michele scopre, grazie a una trasmissione televisiva, un finale alternativo. Non tutti i naufraghi sono morti: e se suo nonno fosse uno di loro? Michele decide di ricostruire questa vicenda e sceglie, insieme alla curatrice Irene Alison, di tradurre in immagini l’epistolario di suo nonno senza allontanarsi dal suo luogo di lavoro, la serra. L’autore presenterà il libro curato da Doll’s eye reflex laboratory il 21 maggio alle 16.

Presidente dell’associazione “Il vivaio delle immagini”

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