Zahi Hawass: “L’Egitto è sicuro e non ci sono alieni sotto la Sfinge”

Diego Galli

Si è svolto venerdi 29 giugno di sera nel cortile di Palazzo dei Priori l’incontro dedicato all’egittologia. Ospite d’eccellenza, l’archeologo Zahi Hawass, tornato al Caffeina Festival dopo tre anni di assenza.
L’evento, guidato dal geologo e addetto scientifico dell’Ambasciata italiana in Egitto Claudio Margottini, ha goduto anche di un breve intervento dell’Ambasciatore egiziano, Hisham Badr, entusiasta del magnifico rapporto instauratosi tra Viterbo e il Paese delle piramidi grazie alle recenti partnership.

Bellissime parole nei confronti della Città dei Papi sono state elargite anche dallo stesso Hawass, giunto anche per inaugurare la mostra di repliche che domani aprirà ufficialmente presso il Palazzo Papale. “Quelle copie del tesoro di Tutankhamon sono perfettamente identiche agli originali”, ha rassicurato l’esperto.

In seguito, spronato dalle domande del moderatore Claudio Margottini, Hawass ha potuto aggiornare la nutrita platea sulle recenti scoperte avvenute all’ombra delle piramidi e su quello che ci riserverà il prossimo futuro: “Entro fine anno farò delle scoperte nella Valle dei Re e nella piramide di Cheope. Ricordatevi che sono un archeologo molto fortunato”.

In effetti, Zahi Hawass è assai noto per essere stato uno tra gli egittologi ad aver compiuto più scoperte. Tra le più recenti e interessanti, quelle circa la morte del faraone protagonista della sopraccitata mostra: “Tutankhamon, a differenza di quel che si crede, non è stato assassinato. Grazie a una frattura rinvenuta sulla sua gamba, ho scoperto che il suo decesso è avvenuto in seguito a una caduta, probabilmente da una biga”.

Con sicurezza, l’ospite d’onore della serata di ieri del Caffeina Festival, ha scacciato anche le ombre che aleggiano sulle piramidi e su un altro dei monumenti più famosi d’Egitto: “Non c’è nulla la Sfinge, eppure la gente continua a non credermi. Io ho trovato le tombe dei costruttori delle piramidi. Non erano schiavi ed erano egiziani… perché parlare di alieni allora?”.

In chiusura, Zahi Hawass ha tenuto a ringraziare gli italiani del supporto fornito all’Egitto nella lotta alla compravendita di manufatti trafugati. Per l’occasione, il Prof. Tsao Cevoli, direttore del Master Archeologia Giudiziaria del Centro di Studi Criminologici, ha premiato “il vero Indiana Jones” con una targa dedicata alla sua carriera, passata a difesa del patrimonio artistico egiziano.

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