Grande partecipazione istituzionale e di pubblico a Bagnaia a Viterbo
per l’inaugurazione del restauro finanziato dal PNRR
L’acqua è tornata a percorrere la trama monumentale del giardino, le fontane e le architetture in peperino hanno ritrovato la loro forza scenografica e la nuova illuminazione ha rivelato, al calare della sera, una Villa Lante inedita e insieme profondamente fedele alla propria storia.
Si è svolta lunedì 13 luglio, alla presenza di un pubblico numeroso e di autorevoli rappresentanti delle istituzioni nazionali e territoriali, l’inaugurazione del restauro dei giardini di Villa Lante a Bagnaia, Viterbo. Una serata di grande partecipazione, che ha restituito alla comunità uno dei più importanti capolavori del giardino manierista italiano dopo un articolato intervento di tutela, recupero e valorizzazione finanziato nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
L’intervento, del valore complessivo di 7 milioni di euro, di cui 5 milioni destinati ai lavori, è stato realizzato nell’ambito del PNRR, Missione 1, Componente 3, Misura 2, Investimento 2.3, dedicato ai programmi per la valorizzazione dell’identità dei luoghi attraverso il recupero di parchi e giardini storici. Avviato nel 2023 con gli studi preliminari, il progetto ha visto una fase esecutiva durata circa un anno e mezzo e ha interessato il complesso nelle sue diverse componenti architettoniche, idrauliche, vegetazionali e paesaggistiche.
La serata è iniziata alle 18.30 con l’apertura della Villa e con due momenti musicali diffusi: il quartetto di fiati Ottoni d’autore alla Fontana del Pegaso ed Enrico Zanisi al pianoforte presso la Fontana del Castoro. La musica ha accompagnato l’ingresso dei visitatori, introducendoli progressivamente nella dimensione armonica e scenografica del giardino.
Alla Rotonda d’ingresso del Giardino del Quadrato si sono quindi svolti i saluti istituzionali e la presentazione dell’intervento PNRR, introdotti da Alessandro Mascherucci, direttore delle Ville monumentali della Tuscia.
Sono intervenuti Lucia Borgonzoni, Sottosegretario di Stato al Ministero della cultura; Chiara Frontini, sindaco di Viterbo; Angelantonio Orlando, direttore generale dell’Unità di missione per l’attuazione del PNRR; Elisabetta Scungio, direttore regionale Musei nazionali Lazio e Marina Cogotti, responsabile unica del progetto. Le conclusioni sono state affidate a Massimo Osanna, Capo Dipartimento per le attività culturali.
La qualificata presenza istituzionale e la partecipazione attenta e calorosa del pubblico hanno testimoniato il profondo legame tra Villa Lante, la comunità di Bagnaia e l’intero territorio della Tuscia, confermando il valore del complesso non soltanto come luogo di eccezionale rilevanza storico-artistica, ma anche come patrimonio vivo e condiviso.
«Con il progetto PNRR Cultura il Ministero ha investito 7 milioni di euro per restituire Villa Lante al suo antico splendore, rispettando tempi e obiettivi.» – ha dichiarato il Sottosegretario di Stato Lucia Borgonzoni -. «È un risultato che premia lo sforzo corale di amministrazioni e tecnici e che migliora la fruibilità del complesso, ora possibile anche in orario serale. L’intervento rientra nell’investimento ‘Parchi e giardini storici’ del Ministero della cultura, caratterizzato da 300 milioni complessivi, 132 cantieri di restauro finanziati, 22 progetti di catalogazione e 74 iniziative di formazione per giardinieri d’arte. Parliamo di numeri che si traducono in tutela, accessibilità, sostenibilità e qualità della vita, un patrimonio da vivere che genera benessere, inclusione e sviluppo per le comunità. Villa Lante, insieme alle altre bellezze della Tuscia, dimostra che il patrimonio culturale è una risorsa, non un costo».
«Un giardino storico non è un monumento immobile: è un organismo vivente che richiede cura quotidiana, ricerca, manutenzione e competenze specialistiche. Per questo la conclusione del cantiere rappresenta, in realtà, l’inizio di una nuova fase». – afferma Alessandro Mascherucci, Direttore delle Ville Monumentali della Tuscia – «Come Istituto sentiamo profondamente questa responsabilità. Il nostro compito è custodire questo luogo, continuare a studiarlo e renderlo sempre più accessibile e comprensibile, affinché la sua bellezza e il suo valore culturale possano essere trasmessi alle generazioni future. Questa sera restituiamo al pubblico un giardino rinnovato. Ma restituiamo soprattutto la possibilità di tornare a leggere il progetto che lo ha generato: un luogo nel quale l’acqua, la pietra, gli alberi e la luce continuano, dopo oltre quattro secoli, a raccontare la stessa idea di bellezza e di armonia».
«Quella di ieri è stata una serata importante non soltanto per Villa Lante, ma per l’intero territorio. La partecipazione così ampia del pubblico e la presenza delle istituzioni testimoniano quanto questo luogo appartenga alla memoria collettiva e continui, ancora oggi, a parlare al presente», ha dichiarato Elisabetta Scungio, direttrice regionale Musei nazionali Lazio. «Il PNRR ci ha offerto l’opportunità di realizzare un intervento organico, capace di tenere insieme tutela, conoscenza, sostenibilità e accessibilità. Villa Lante è stata affrontata come un sistema vivo, nel quale le architetture, l’acqua, il patrimonio vegetale e la biodiversità costituiscono parti inseparabili di un unico equilibrio. Restituire oggi questi giardini significa non soltanto riconsegnarne la bellezza, ma creare condizioni più solide per conservarli, renderli maggiormente fruibili e trasmetterli alle generazioni future. È un punto di arrivo importante e, allo stesso tempo, l’inizio di una nuova stagione di valorizzazione».
Massimo Osanna, Capo Dipartimento per le attività culturali, ha sottolineato il valore sociale dei luoghi della cultura per i pubblici: «L’accessibilità rappresenta un tema centrale per il Ministero della cultura. Non si tratta solamente di un mero abbattimento delle barriere architettoniche, quanto piuttosto di una visione integrata che abbraccia l’accessibilità cognitiva e sensoriale a 360 gradi, inteso come impegno concreto per restituire i luoghi della cultura alla collettività. Riaprire aree precedentemente precluse, come alcune parti della Villa rimaste per lungo tempo impraticabili, assume il significato fondamentale di restituire un patrimonio storico alla cittadinanza locale e al mondo intero».
Il progetto è stato condotto attraverso un approccio fortemente multidisciplinare, che ha accompagnato tutte le fasi dell’intervento: dalle indagini preliminari alla progettazione, fino alle lavorazioni specialistiche dedicate alle architetture, agli impianti, alle superfici lapidee e al patrimonio vegetazionale. Gli studi storici, archivistici, botanici, faunistici e idraulici hanno consentito di ampliare in maniera significativa le conoscenze sul complesso e di affrontare il giardino come un ecosistema unitario, caratterizzato da equilibri delicati e da una straordinaria biodiversità.
Il responsabile unico del progetto, Marina Cogotti, ha illustrato il carattere complessivo dell’intervento e la scelta di mettere in relazione ogni attività di restauro con la vita del giardino, con le sue fragilità e con la presenza di specie animali e vegetali. Anche la fauna acquatica ospitata da alcune fontane, tra cui il gambero di fiume e il tritone crestato, ha contribuito alla definizione di specifici protocolli conservativi, confermando la necessità di considerare Villa Lante come un patrimonio nel quale arte e natura convivono e si condizionano reciprocamente.
Gli interventi sul verde hanno riguardato gran parte della superficie della Villa. Sono stati monitorati e sottoposti a cure agronomiche 1.350 alberi, insieme alle siepi dei parterre, ai sistemi lineari, alle aree prative e ai sottoboschi. Sono stati inoltre messi a dimora i primi esemplari di Platanus orientalis ottenuti attraverso la micropropagazione dei platani cinquecenteschi, assicurando continuità al patrimonio storico e genetico del giardino.
I restauri conservativi hanno interessato tutte le fontane del giardino formale e buona parte dei bacini d’acqua del parco, insieme alle scalinate, alle balaustre e ai piedistalli in peperino. Le lavorazioni sono state accompagnate dal recupero dei sistemi di alimentazione idrica, indispensabili per restituire funzionalità ai giochi d’acqua che attraversano l’intero complesso: dalle cascatelle agli zampilli, dalla Catena d’acqua alla Tavola del Cardinale, fino alle fontane dei Lumini, dei Delfini, dei Giganti, del Pegaso e del Diluvio.
Particolarmente significativo è stato l’intervento nel Giardino del Quadrato, dove la sostituzione dei bossi ha riportato alla luce le dodici fontanine dell’impianto originario voluto dal cardinale Gambara e i quarantotto piedistalli lapidei destinati ad accogliere la rinnovata collezione di agrumi. Il recupero delle geometrie storiche ha restituito anche le dimensioni originarie alla scalinata della Catena.
È stato inoltre restaurato il piccolo giardino segreto, animato da una fontana polilobata e da un roseto, che grazie alla realizzazione di nuove balaustre di sicurezza e di una scala di accesso potrà entrare stabilmente nel percorso di visita.
Una delle sfide più complesse ha riguardato il sistema idrico. Sono state create tre linee distinte per l’acqua potabile, l’alimentazione delle fontane e l’irrigazione. Il nuovo impianto di ricircolo e le riserve di accumulo permetteranno di ridurre gli sprechi e, allo stesso tempo, di mantenere la portata necessaria al funzionamento delle fontane e alla conservazione del disegno storico dell’acqua, elemento identitario e universalmente riconosciuto di Villa Lante.
La valorizzazione del complesso passa anche attraverso il nuovo impianto di illuminazione a basso impatto del giardino formale, acceso per la prima volta al termine della serata inaugurale. La luce amplia le possibilità di visita nelle ore serali e restituisce atmosfere che evocano gli antichi intrattenimenti dei quali i giardini furono scenario.
Il progetto ha inoltre migliorato l’accessibilità attraverso la sistemazione dei percorsi principali, la creazione di un circuito percorribile con piccoli mezzi elettrici, l’introduzione di sedute e la predisposizione di una nuova pannellistica di orientamento, pensata per favorire una fruizione più ampia e consapevole dei diversi ambiti della Villa.
Dopo gli interventi istituzionali, il pubblico ha attraversato i giardini restaurati fino alla Fontana del Diluvio, dove si è svolto il brindisi inaugurale. La serata si è conclusa con l’accensione dell’illuminazione del giardino formale e con l’esibizione della compagnia di danza rinascimentale Tres Lusores, che ha accompagnato simbolicamente la restituzione di Villa Lante alla sua originaria dimensione di luogo della bellezza, dell’acqua, della musica e della meraviglia.
L’intervento è stato coordinato in qualità di soggetto attuatore dall’Unità di missione per l’attuazione del PNRR del Ministero della cultura. Soggetto beneficiario è la Direzione regionale Musei nazionali Lazio, diretta da Elisabetta Scungio; responsabile unico del progetto è l’architetto Marina Cogotti. Villa Lante fa parte del nuovo istituto autonomo Ville monumentali della Tuscia, diretto da Alessandro Mascherucci.




























