Una Viterbese sorniona ma cinica conquista 3 punti d’oro sul campo del Bari

di Valentino Cesarini

Una domenica difficile per Getano Auteri che inizia il match in bilico e sommerso dai nomi dei possibili sostituti. I galletti passano un momento poco felice causato dal pareggio con la Cavese, fanalino di coda, che ha determinato la discesa del Bari a undici punti dal vertice. La Viterbese, invece, arriva da una vittoria con la Turris che ha portato un certo entusiasmo all’interno del gruppo. Mister Roberto Taurino, come anticipato in conferenza, opta per un parziale turn-over agevolato dalla buona condizione dei nuovi arrivati, dalla finestra di mercato invernale. Davanti a Daga, infatti, c’e’ Camilleri che parte dal primo minuto nel 4-3-3 iniziale scelto dal tecnico gialloblu. Accanto a lui Markic: completano la linea difensiva Bianchi e Baschirotto. Anche a centrocampo c’e’ una novità: Adopo, già visto nei minuti finali del Rocchi, mette la sua fisicità a servizio dei compagni. Bensaja fa rifiatare Palermo e Salandria si prende la fascia destra. Davanti, con Murilo e Bezziccheri, c’e’ Tounkara.
I padroni di casa, invece, oltre le difficoltà settimanali portate dagli scarsi risultati e dalla contestazione dei tifosi, si ritrovano in preda a varie indisponibilità. Nel 3-5-2 di Auteri, Marras e Candellone, partono dalla panchina a differenza dello scorso match.  L’ultimo, però, deve subentrare già nel primo tempo, al fianco di D’Ursi, per sostituire l’infortunato Citro. A centrocampo, invece, solo 3 sono di ruolo. Oltre a Frattali, per la retroguardia, sono partiti dal primo minuto Sabbione, Minelli e Perrotta. Ciofani e Semenzato gli esterni di centrocampo a sostegno di Maita Bianco e De Risio.
Nonostante le assenze parte leggermente meglio la formazione locale che costringe l’estremo difensore gialloblu ad effettuare 3 parate in 6 minuti. Il Bari, nonostante la momentanea difficoltà, è pur sempre il Bari e lo vuole dimostrare. Non incide, spreca, ma si porta continuamente in attacco. Trova, però una Viterbese che sa difendersi e lo fa molto bene. Nessun brivido e un’ammonizione ai danni di Tounkara. Si torna negli spogliatoi a reti bianche e senza azioni degne di nota.
Il rientro in campo è un prolungato palleggio da parte del Bari che continua ad attaccare, ma senza concretezza e scontrandosi con il muro alzato da Daga. La prima vera occasione arriva dopo 12 minuti: è D’Ursi a a far venire i brividi ai laziali con un colpo di testa particolarmente pericoloso. E dopo l’occasione mancata, gli uomini di Auteri, iniziano un vero e proprio assedio nell’area difesa dai leoni. Quella dei pugliesi è una frettolosa ricerca del gol.
Mister Taurino prova, allora, a inserire nuove energie e toglie Camilleri e Adopo per Mbende e Besea. A livello tattico non cambia nulla con i due entranti che prendono il posto dei compagni. Eppure è proprio Besea a sfiorare il goal per la Viterbese con un tiro dal limite dell’area che trova la respinta di Frattali. Ma le occasioni effettive rimangono davvero poche per una partita che fatica a decollare.
Fino al settantesimo quando, il Bari, in un’azione confusa impegna Daga. Ma la smania dei biancorossi produce l’effetto opposto. All’83’, infatti, è la Viterbese a portarsi in vantaggio. Dopo una partita giocata prevalentemente in difesa Murilo (nella foto) aggancia un calcio d’angolo e firma il vantaggio. Nei minuti finali, i laziali, mettono il risultato a riparo da ogni avanzata avversaria.
Il triplice fischio ha un rumore diverso per le due squadre: una sentenza per il Bari ormai sull’orlo del baratro e dolce melodia per la Viterbese che ha trovato, forse, la sua strada. Brutti, ma vincenti.
Foto di Max Luziatelli
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