Una passeggiata in solitaria tra gli antichi fontanili

Sara Grassotti

Il fascino degli antichi fontanili da scoprire nel silenzio dei luoghi, in questo periodo in cui non ci è dato spostarci fuori dai nostri comuni.

Magari non li abbiamo celebrati nel modo che si meritavano, e questo tempo ci riserva un osservatorio speciale, in cui poterli mettere a fuoco nella loro naturale bellezza. Spesso bistrattati e lasciati sopraffatti all’incuria, ricercarli può essere un buon motivo per riscoprirli. ritrovandone la loro autentica bellezza discreta.

L’itinerario inizia a Viterbo nel  quartiere medioevale. Il primo fontanile, lo potrete trovare nel cuore del quartiere San Pellegrino a piazza San Carluccio. Posizionato in un angolo della piazza, addossato ad uno degli edifici storici, l’antico fontanile è dotato di una vasca rettangolare, l’acqua sgorga da una cannella che fuoriesce dalla bocca di un leone. Questo animale, simbolo della città di Viterbo, è un elemento frequente nelle decorazioni e soprattutto, lo si ritrova spesso nelle fontane e nei palazzi.

Nella rientranza di Porta San Pietro, ai piedi dell’antico Palazzo di Donna Olimpia, risalente al XIII secolo, si trova il fontanile a  base rettangolare, con la cannella incastonata in una torretta anch’essa di forma rettangolare, riporta ancora su un lato i segni di un antico stemma.

Un altro fontanile lo incontriamo nel quartiere popolare di Pianoscarano, forse ci è più noto in quanto gli Amici del Comitato di quartiere ogni anno vi allestiscono un delizioso presepe.

Durante la visita del quartiere medievale di Viterbo fermatevi ad ammirare un palazzo elegante e suggestivo: Palazzo Farnese. Lo troverete lungo la via di accesso a piazza San Lorenzo, a ridosso del Ponte del Duomo, l’antico cavalcavia fondato su massi di origine etrusca. Sull’altro lato della strada potrete trovare un bellissimo lavatoio.

Dentro il centro storico a pochi passi da porta Romana troviamo il  bellissimo lavatoro ,collocato in via  del Bottalone su via Vetulonia, il bel lavatoio è rifornito dall’acqua che proviene dalla Palanzana, come ricorda la scritta scolpita nella cornice in peperino. Ingiustamente abbandonato come tutti i lavatoi della città, questo del Bottalone viene quasi del tutto dimenticato un vero peccato per  una vera chicca.

Usciamo dalla città e raggiungiamo il fontanile del campo boario alla Quercia, bellissimo e trascurato serviva da abbeveraggio degli animali nelle fiere del bestiame.E’ un angolo di grande fascino, lasciato in balia dei ricordi.

Il “fontanile delle sette cannelle”, un tempo era il luogo d’incontro degli innamorati per scambiarsi i primi baci.

Nei borghi della Tuscia troviamo  l’antico lavatoio a Sutri, fa da centro a un’affascinante piazza, suggerendo al visitatore di fermarsi per una piccola sosta e ascoltare lo scorrere dell’acqua. A due passi da Porta Morone  e dalla Chiesa di San Silvestro. Immerso nella quiete del centro storico e con affaccio sulla vallata emana un grande fascino legato alle tradizione e alla storia del popolo.

Scoperto circa un anno fa nelle campagne di Tarquinia. Un antico fontanile di epoca etrusco-romana.  L’area, immersa nel verde tra il comune costiero e quello di Monte Romano, è stata scovata da un tarquiniese in pensione che si dedica alla realizzazione di percorsi per gli appassionati di trekking e mountain bike. C’è chi si ferma per un picnic e chi ne approfitta per fare una sosta durante il percorso. Lo si può raggiungere ora dai comuni pertinenti,situato  tra Poggio del Forno e Poggio della Mandriola.

Fontanile Fiescoli sui Monti Cimini,spesso privato della giusta manutenzione immerso in una natura rigogliosa è un luogo di cui essere fieri.Ingiustamente abbandonato all’incuria e a se stesso

La Fontana del Butinale, meglio nota come la Fontana delle Sette Cannelle è la più antica della città di Tuscania. Di età etrusco-romana, è stata completata nel Trecento e si presenta con sette mascheroni dalle bocche dei quali sgorga acqua.

I fontanili sono sicuramente fra i luoghi più ricchi di fascino che  sono stati gradualmente abbandonati, spesso interrati e volutamente degradati con ogni genere d’immondizia.

Da alcuni anni gruppi di volontari e associazioni ecologiste iniziano a comprendere quali preziosità abbiamo lasciato alle spalle e quanto ci si debba impegnare per recuperarle.

Iniziamo dedicando ai nostri fontanili una bella passeggiata.

 

 

 

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