Tuscia in Pillole: un secolo di Provincia VT

Di Vincenzo Ceniti

Viterbo viale delle Terme (oggi Terme dei Papi), disegno di Frank Snyder (1930 ca.)

All’indomani  dell’istituzione della Provincia di Viterbo (di cui il prossimo anno ricorre il centenario 1927-2027),  il comune di Viterbo nel 1930 dette in concessione le acque termali del Bulicame  all’O.N.D (Opera Dopolavoro Nazionale) che avviò un programma di ammodernamento dei vecchi edifici ottocenteschi in località Bagni con la creazione, tra l’altro, di una mega piscina (1800 mq) che è oggi il fiore all’occhiello del complesso Terme dei Papi.

 In quegli anni la città subì una radicale trasformazione urbanistica con la copertura del fosso Urcionio e la costruzione di nuove strade ed edifici come quelli della Banca d’Italia, della Camera delle Arti e Corporazioni (oggi Camera di Commercio), delle Poste e Telegrafi, dell’Istituto tecnico Costanzo Ciano (oggi Palo Savi), della Scuola elementare Principe di Napoli (meglio conosciuta come Scuole Rosse),  della Casa Balilla (oggi liceo M. Buratti)  ed inoltre: l’Aeroporto militare, lo Stadio comunale e la Ferrovia elettrica Viterbo-Roma (piazzale Flaminio), la cosiddetta Roma-Nord.

Tornando alle terme dell’O.N.D.,  la direzione sanitaria del rinnovato stabilimento venne affidata in quegli anni  al dr. Armando Bussi. che in una sua relazione appunta talune considerazioni di sorprendente attualità.  “Il segreto per l’affermazione di una stazione termale non sta nella pubblicità ampollosa e spesso mendace; ma in una sapiente organizzazione tecnica, fatta con accorta meditazione, rifuggendo da tutte le improvvisazioni”.

Si sofferma poi a valutare la potenzialità del sistema idro-termale di Viterbo in grado di favorire con nuovi stabilimenti balneo-alberghieri 12mila bagni al giorno (sic) qualora si provvedesse ad una rapida comunicazione con la città.  “Via tutto il vecchiume, l’isolamento, la noia – aggiunge Bussi in un impeto di  moderna visione -. I sofferenti (com’egli li chiama) devono trovare negli stabilimenti termali, vicino alle cure, il riposo fecondo e lo svago suggestionante: cura del corpo e cura dello spirito”:

Lungimirante la proposta di avvicinare  le terme a Viterbo considerandolo di facilissima soluzione “Si  possono benissimo creare ex novo in linea retta a Viterbo in una mirabile oasi di verde i nuovi stabilimenti, tecnicamente moderni, con la possibilità di avere l’acqua del Bulicame fino al primo piano sopraelevato, a poco più di un chilometro unendosi alla città con un superbo viale alberato. Creato il centro termale con relativo Grande Albergo e con una previdente acquisizione di terreni,  la libera iniziativa farà il resto e sarà tolto alle Terme di Viterbo quel carattere di defatigante isolamento dai mille inconvenienti”.

Oggi, a circa un secolo dalla istituzione della Provincia di Viterbo, diamo anche eco ad  alcune notizie attinte qua e là in vari documenti del tempo,  tra cui un raro “Numero unico”  sul Viterbese  dell’Istituto Editoriale  “Collaborazione” diretto da Lino Maria Rippa dal titolo  “Primavera sui Cimini” (Roma 1931, Lire 10). Le letture ci  ricordano che inizialmente, nel 1927, il territorio provinciale non comprendeva i comuni di  Montalto di Castro, Monterosi, Nepi, Oriolo Romano e Tarquinia ammessi successivamente alla fine del 1928.

Il podestà in quel 1927  era Antonio Maturi; il prefetto  Cesare Canovai, il questore Vincenzo Ceniti (mio nonno) , il preside della Provincia Giulio Menicozzi (con Filippo Aacenzi  direttore) e  il direttore dell’Ufficio Provinciale dell’Economia Giulio Paternò. .

Le principali aziende agricole di quegli anni erano: Ascenzi, Carletti,  Garbini (vincitrice della battaglia del grano), Peruzzi, Santa Caterina, Procoio, Balestra, Falzacappa-Sinibaldi Sadun, Boncompagni-Ludovisi, Piatti, Gualtiero, Brenciaglia, Torlonia, Menicozzi ed altri. Va ricordato che in quei tempi l’agricoltura rivestiva un ruolo di primo piano per l’economia della provincia.

Dulcis in fundo. Alcuni anni prima di quel fatidico 1927, il Touring Club Italiano inaugurava nel 1921 una stele presso la sorgente del Bulicame con alcuni versi dell’Inferno dantesco. Nel 1923 veniva editata da parte del Touring Club la prima guida turistica della città di Viterbo con testo di Luigi Vittorio Bertarelli, inserita nel volume “Italia centrale”.

Stemma Provincia di Viterbo

       

L’autore*  

ceniti

Console di Viterbo del Touring Club Italiano. Direttore per oltre trent’anni dell’Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo (poi Apt). È autore di varie monografie sul turismo e di articoli per riviste e quotidiani. Collabora con organismi e associazioni per iniziative promo-culturali. Un grande conoscitore della Tuscia.

 

 

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