Ogni comune ne ha una. Nella Tuscia viterbese la Madonna è venerata ovunque con mille storie di fede, miracoli, chiese, santuari e dipinti di ogni epoca, tutte intrise di tradizioni e curiosità cui si accompagnano processioni, inni, preghiere, riti, festeggiamenti, ricorrenze, “festoni”. Tra le “Marie” più appartate e meno conosciute, mi vengono in mente alcune che mi affretto ad appuntare.
GROTTA
“Abbiamo visto la Madonna!”. Tre bambine Ivana, Brunilde e Maria Antonietta (8-9 anni) sconvolsero il 19 maggio 1948 il paese di Marta gridando al miracolo. L’avevano vista, col Bambino in braccio, in una grotta lungo la provinciale per Capodimonte dove erano andate a mettere al fresco un canestro di fiori campestri raccolti per la processione. A uno dei veggenti la Madonna avrebbe detto che quanto prima si sarebbero verificati due miracoli. Sembra che un prodigio riguardasse una bambina che venne sanata da un male incurabile al braccio. Il secondo miracolo sarebbero stati i mille colori improvvisamente assunti dal sole. La grotta è sempre aperta e si può liberamente visitare.
NEVE
A Castiglione in Teverina esisteva sul portone di un muro di cinta del podere “Lolle”, lungo la strada per Baschi, un affresco quattrocentesco della Madonna col Bambino, oggetto di particolare venerazione per i prodigi compiuti. Agli inizi del Cinquecento venne edificata nei pressi del podere una chiesetta campestre e sull’altare maggiore fu collocata quell’immagine miracolosa che, in omaggio al culto di Santa Maria Maggiore a Roma, particolarmente diffuso nella zona, venne chiamata “Santa Maria ad Nives” (Madonna della Neve). Si festeggia il 5 agosto.
GIGLIO
A difesa del Castello di Ischia di Castro c’è la Madonna del Giglio che apparve a un giovane pastore presso il fosso Cellerano tra gigli fioriti, aiutandolo a ritrovare alcuni agnelli che aveva smarrito. In cambio gli chiese di fare erigere sul posto un sacello a lei dedicato. Successivamente venne realizzata una struttura che ancor oggi racchiude l’edicola votiva con un atrio coperto per accogliere fedeli e pellegrini. Il santuario è oggetto di grande venerazione e la “Madonna del Giglio”, patrona del paese, viene festeggiata, ogni anno, la domenica più prossima all’8 settembre.
CAVA
A Latera durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, la Madonna ha attirato sulla chiesa campestre a lei dedicata, poco distante dal paese, tutte le bombe degli aerei anglo-americani, salvando così centinaia di vite. La chiesa, che accoglie nell’abside un affresco dell’Annunciazione del 1612, si raggiunge attraverso una suggestiva tagliata etrusca. Il miracolo della Madonna della Cava viene ricordato 13 giugno nell’anniversario dei bombardamenti.
POGGIO
La Madonna del Poggio è ricordata a Lubriano nella chiesa a lei dedicata il giorno dell’Ascensione con una processione su un tappeto di fiori, cui partecipano le confraternite del posto (SS. Sacramento, Sant’Antonio abate e Madonna del Poggio), la “Signora” della festa con lo stendardo della Madonna insieme al “dono” alla Vergine consistente in un cero offerto dagli emigrati lubrianesi in America, il gruppo di uomini e donne scalzi (le donne sono vestite di nero con il volto coperto da un velo) e la banda musicale. Per l’occasione vengono preparati i “panettuzzi” pasta di pane azzimo, sagomata con un ditale in tanti cerchietti per piccole composizioni a forma di fiore. Considerati efficaci contro taluni dolori, vengono benedetti e distribuiti ai fedeli
AD RUPES
Il santuario di Maria SS. ad Rupes è mèta di pellegrinaggi da ogni parte d’Italia e del mondo, specialmente nel periodo pasquale e nel mese di maggio. La Vergine, ritratta col Bambino che dorme (dipinto degli inizi del Seicento), è la patrona della diocesi di Civita Castellana ed è particolarmente festeggiata il 12 settembre e la seconda domenica di maggio quando vi si svolge il pellegrinaggio diocesano. Si scende al Santuario (dalla piazzetta antistante la chiesa di San Giuseppe), attraverso un cunicolo di 144 gradini scavato nel tufo, in 14 anni di lavoro, dal frate eremita Andrea Giuseppe Rodio (1745-1818). La Vergine venne incoronata nel 1896 dal Capitolo Vaticano e, una seconda volta, nel 1964 dal card. Giuseppe Ferretto. Nel 1988 ha fatto visita al santuario il pontefice Giovanni Paolo II .
SUFFRAGIO
Grande devozione a Grotte di Castro per la Madonna del Suffragio raffigurata in una statua di legno policromo del 1616 custodita nella basilica di San Giovanni che venne incoronata dal Capitolo Vaticano nel 1728, al tempo del pontefice Benedetto XIII. E’ portata in processione ogni dieci anni, l’8 settembre, per le vie del paese. La ricorrenza è chiamata il “festone”.
ROSARIO
La Madonna del Rosario si festeggia a Piansano la prima domenica di ottobre con una solenne processione che vede la statua delle Vergine in porcellana del Settecento, sontuosamente vestita di broccato con preziose decorazioni, attraversare il paese sulle spalle di un gruppo di portantini in tunica bianca cinta da fascia celeste. Per l’occasione c’è l’usanza nelle famiglie di Piansano di preparare le cotolette d’agnello fritte o a scottadito e i “tortelli” (ravioli con la ricotta). Durante l’anno la statua è custodita nella chiesa di San Bernardino.

Nella foto cover, la Grotta della Madonna a Marta
L’autore*
Console di Viterbo del Touring Club Italiano. Direttore per oltre trent’anni dell’Ente Provinciale per il Turismo di Viterbo (poi Apt). È autore di varie monografie sul turismo e di articoli per riviste e quotidiani. Collabora con organismi e associazioni per iniziative promo-culturali. Un grande conoscitore della Tuscia.


























