A poco meno di un mese dal 21 aprile, giornata che segnerĂ lâ85mo anniversario della sua inaugurazione, il Palazzo delle Poste di Viterbo in via Ascenzi, realizzato dallâarchitetto Cesare Bazzani, si presenta alla cittadinanza con unâimmagine completamente rinnovata.
Sono infatti terminati i lavori di restauro e ristrutturazione che, oltre a riportare allâantico splendore la facciate dellâedificio, hanno consentito di donare al Palazzo un tocco di modernitĂ e di fascino in piĂš con la realizzazione di un sistema di illuminazione esterna che ne valorizza lâinsieme architettonico esaltando lâestetica e sottolineando i dettagli dei prospetti. Lâobiettivo di questa soluzione è stato quello di creare, attraverso una distribuzione strategica della luce, una particolare percezione dellâedificio durante le ore notturne offrendo ai cittadini una diversa visione della bellezza di un edificio che, per la sua importanza e funzionalitĂ , costituisce un punto di riferimento storico per i viterbesi. Il Palazzo delle Poste di Viterbo, infatti, oltre alla sede Filiale provinciale di Poste Italiane, ospita anche l’ufficio postale centrale della cittĂ .
I lavori di ristrutturazione, iniziati nellâottobre del 2019 a seguito dellâautorizzazione rilasciata dal Ministero per i Beni e le attivitĂ culturali, in quanto immobile soggetto a vincolo storico-artistico, hanno interessato anche alcuni elementi lapidei con interventi puntuali sulle parti in peperino maggiormente degradate, prevedendo inoltre lâeliminazione delle unitĂ di trattamento aria collocate sui davanzali del prospetto di via Ascenzi, con il conseguente recupero del disegno originale degli infissi mediante il ripristino dei vetri. Importante per la conservazione âesteticaâ delle facciate ovvero per preservare la pulizia delle superfici dellâedificio, lâinstallazione di dissuasori anti-volatile nei punti sensibili.
Cenni storici
Il ministero delle Comunicazioni incaricò per la progettazione del Palazzo delle Poste e Telegrafi di Viterbo e per la direzione artistica lâarchitetto romano e accademico dâItalia Cesare Bazzani (1873-1939). Il cantiere venne aperto nella primavera del 1934 e concluso appena due anni dopo; solo nel gennaio del 1938 lâedificio venne consegnato formalmente allâutilizzatore.
Lâedificio sorge su un terreno di forma irregolare ed occupa una superficie di circa 1100 metri, la facciata principale che si affaccia su via Ascenzi è lunga 60 metri e si sviluppa su tre piani oltre lâinterrato, mentre il prospetto lungo vicolo Calabresi è lungo 25 metri e presenta un ulteriore livello; nella parte posteriore il fabbricato confina con via dei Magazzini, uno stabile di proprietĂ comunale e la porzione residuale di palazzo Calabresi. I due prospetti laterali sono spartiti in tre parti: la zoccolatura, corrispondente al piano seminterrato, è rivestita da conci di marmo peperino e distinta con un vistoso marcapiano sagomato; la fascia superiore, corrispondente al rialzato, è ricoperta anchâessa con conci di peperino ed estesa fino allâaltezza dei davanzali delle finestre superiori; la banda intonacata, corrispondente alla parte aggiunta con la sopraelevazione, termina con un semplice cornicione della stessa roccia.
Sul prospetto lungo Via Ascenzi vi erano due statue in bronzo collocate in altrettante nicchie dedicate alla Posta e al Telegrafo. Oggi ne è rimasta una, âIl Telegrafoâ, la cui attribuzione al viterbese Silvio Canevari è messa in dubbio da recenti studi che vogliono invece darne la paternitĂ al concittadino Francesco Nagni. La seconda, denominata âLa Postaâ, fu asportata nel febbraio del 1942 per essere fusa e utilizzata nellâindustria bellica. La torre del Palazzo delle Poste, alta piĂš di trenta metri, ha lâorologio decorato con una cornice in terracotta riproducente i segni zodiacali, opera del 1935 dellâartista Publio Morbiducci.



























