Ripartenza: dal borgo di Sermugnano con il cantore contadino Realino Dominici

Luciano Pasquini

Ci sono luoghi, che ti attraggono, senza un perchè. Forse il nome, che in qualche modo evoca un ricordo. O semplicemente, lo hai incrociato, leggendo un libro e  spinto dalla curiosità hai iniziato la tua ricerca. E’ così che inizia la scoperta di Sermugnano, piccola frazione dell’Alta Tuscia, nel comune di Castiglione, sorge su un pianoro tufaceo, dista 13 Km da Orvieto, 38 Km da Viterbo e 9 Km da Bagnoregio. Una posizione nascosta ma strategica.Il piccolo agglomerato si trova vicino a Lubriano residenza del poeta contadino Realino Dominici “Genius Loci” parte complementare della Carovana Narrante che si è offerto come guida privilegiata. Mi sta aspettando e prima di arrivare al paese mi invita a visitare la chiesetta di “Santa Caterina” nei pressi di una antica  torre medievale, ora abitazione privata, la posizione è privilegiata, si affaccia sui calanchi e gode del sole dalla mattina alla sera tale da meritarsi l’appellativo “Torre del sole”. Sermugnano ci attende solitaria e silenziosa, in una giornata luminosa, solo qualche turista affascinato dal piccolo borgo e qualche gatto sdraiato al sole. Realino Dominici inizia un racconto dei luoghi che conosce bene e la sua narrazione si protrarrà per tutta la giornata: storie di personaggi, mondi che sono passati come le stagioni, mestieri ora spariti, contadini che conducevano una vita magra tra questi calanchi. Su quel pianoro hanno dimorato civiltà molto antiche, come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici.

Si racconta che il nome del luogo, derivi dal capitano di ventura Her Mugnen, ipotesi resa plausibile da un documento della seconda metà del XIV sec. In cui il sito veniva ancora ricordato, dopo Seppie e prima di Castiglione, come il Castello di Ser Mognano. Il famoso condottiero fu incaricato dalla famiglia dei Conti di Bagnoregio, potenti feudatari del territorio, di costruire su una nuova e più moderna fortificazione. L’antico nucleo di questa fortificazione, secondo la tradizione, fu fatto erigere da Desiderio, ultimo re Longobardo. Prima di lasciare il paese al suo silenzio, ci fermiamo sotto un arco che conduce alla Piazza del Castello e Realino Dominici legge una sua poesia posta all’ingresso dal titolo “Sermugnano” che descrive come si svolgeva la vita  nel piccolo borgo, ho la fortuna di ascoltarla direttamente dall’autore. La visita non è ancora terminata, dobbiamo percorrere la  vecchia strada usata prima della costruzione del ponte, ben  tenuta, che collegava Sermugnano a Lubriano ed è chiamata “Il Lessio” inizia con una vera e propria tagliata nel tufo, poi il percorso si snoda in discesa è una via antica disegnata in parte dai muli che con i loro pesanti carichi, saggiamente seguivano il percorso più adatto, lungo le pareti tufacee si possono vedere i segni  che i carretti trainati dai buoi hanno lasciato con i mozzi delle ruote, firma del tempo passato. Il bosco che ci circonda ci riporta indietro nel tempo, dove aleggia ancora qualche leggenda lungo il suo percorso. Lubriano ci attende con la sua insuperabile vista su Civita di Bagnoregio, una sosta alla fontana della Pucciotta dove Realino mi invita a ammirare il panorama ed ascoltare la sua poesia dedicata alla “Pucciotta”. Siamo in perfetto orario con l’appuntamento con Emiliano Macchioni scatto una foto che li ritrae mente Realino dona una sua poesia al Prof. “un dono dal valore immenso” come commosso commenta il

professore che lo metterà in mostra alla prossima apertura della “Frasca del Poeta”  futuro punto di ritrovo di artisti poeti della Carovana Narrante. “ Una prospettiva assolutamente nuova rappresenta una grande felicità che può venir colta in qualsiasi pomeriggio. Due o tre ore di cammino mi possono condurre nel luogo più straordinario che mi sia accaduto di ammirare. Una fattoria isolata, mai vista prima, può avere lo stesso fascino dei domini del re del Dahomey”. La scrisse Thoreau ma la sento molto mia.

  

 

 

 

 

 

 

 

 

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