RiBella Gallery: la mostra “Arte Nascosta”per scoprire pezzi unici

Cristiano Politini

È stata inaugurata il 22 pomeriggio RiBella Gallery, galleria d’arte che ospita opere dal Rinascimento all’arte contemporanea a Viterbo in via della Palazzina fino all’11 luglio. Il concept che ruota intorno a RiBella è eclettico e ricco di creatività, tanto è vero che l’idea della mostra è focalizzata sul dare spazio a capolavori custoditi all’interno di case e collezioni private. All’interno della galleria di Via della Palazzina, proprio fuori le mura del centro di Viterbo, è possibile ammirare numerosi quadri che portano firme di artisti internazionali come Edgar Degas o Pablo Picasso, ma anche opere di Eduard Manet, del Domenichino e di Giuseppe Bossi.

Nella sala si respira aria di rinnovamento per la cultura e l’arte nel viterbese. Infatti, le motivazioni principali che muovono gli organizzatori, e in particolar modo l’Art Director Beatrice Bella, sono quelle di dare nuova vita e interesse all’arte nel territorio. “Per fare questo è importante coinvolgere i giovani e creare una comunicazione dinamica e rivolta ai social media” afferma Beatrice Bella. “Vogliamo rappresentare la chiave di volta per l’arte nel viterbese, far scoprire la realtà che va veramente aldilà delle mura. Vogliamo mettere la curiosità per l’arte nei giovani e non solo. Le mostre che andremo ad organizzare saranno di vario genere, dal contemporaneo al Rinascimento, fino ad arrivare alle arti decorative. La nostra intenzione è quella di promuovere l’arte in tutte le sue sfaccettature, portando in mostra anche l’architettura e le scienze. Movimentare la vita culturale viterbese, specialmente quella dei giovani sarà il primo obiettivo e il mio impegno sarà a 360° per sviluppare progetti importanti con mostre dinamiche, itineranti e sempre interessanti, con un carattere tutto loro”, conclude la dottoressa Bella.

La mostra “Arte Nascosta, collezioni private” è composta da diciannove opere e sarà possibile visitarla fino all’11 luglio. Un’occasione da non perdere, per dei momenti immersi in una parte di storia dell’arte rinascimentale e moderna pressoché unici nella nostra Viterbo.

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