Rete degli Studenti Medi, uno striscione con un messaggio chiaro e diretto: “Il futuro è nostro, ripartiamo da zero”

Primo giorno di scuola per la gran parte delle scuole della provincia di Viterbo, la Rete degli Studenti Medi ha esposto davanti al Liceo Buratti uno striscione con un messaggio chiaro e diretto: il futuro è nostro, ripartiamo da zero. Perché è proprio così che si sono sentiti gli studenti nell’ultimo anno scolastico: zero. La generazione zero.

L’inizio del nuovo anno, poi, non riesce a incoraggiare i giovani. Molti dei problemi dell’anno scorso persistono: dalle aule troppo piccole per il distanziamento ai dubbi sulla maturità, dalla paura di tornare a distanza allo spesso inesistente coinvolgimento degli studenti nelle decisioni che li riguardano.

Sicuramente tra tutte le difficoltà di questo rientro spicca quella legata ai trasporti. Molti comuni, infatti, non hanno le corse adatte agli orari degli studenti che entrano alle 10. Ne è un esempio il caso di Bassano Romano, i cui unici cotral che passano la mattina arrivano a Viterbo alle 8 o alle 9, e che ha come corse di ritorno solo quelle delle 14 o delle 16:20.

“A più di sei mesi dall’inizio dell’utilizzo degli orari scaglionati ancora non siamo riusciti ad avere un sistema di trasporti con corse adatte a tutti. Ancora studenti sono costretti ad aspettare gli autobus per tempi inaccettabili o ad arrivare a scuola con una o due ore di anticipo rispetto all’apertura. E’ incredibile come non si siano riusciti a sfruttare questi ultimi mesi per organizzare un piano più adeguato”. Afferma la segretaria della Rete degli Studenti Medi di Viterbo Bianca Piergentili.

Ma problemi legati alla pandemia non sono gli unici. Come mancano risposte a queste esigenze, infatti, manca anche una prospettiva a lungo termine sulla scuola. Manca un impegno strutturato per risolvere problemi come i pochi investimenti nell’edilizia scolastica, il sistema di trasporti insufficiente, l’abbandono scolastico o le carenze nell’organico.

“E’ questo che indica il nostro slogan: dobbiamo riprenderci il futuro, non solo il presente.” Prosegue Bianca Piergentili. “Dobbiamo essere in grado di immaginare il progetto di una scuola migliore a cui la nostra classe dirigente non vuole pensare. Un progetto che non si limiti a risolvere i problemi e a tamponare le situazioni di emergenza, ma che investa seriamente sull’istruzione e sui giovani. E dobbiamo farlo adesso, ripartendo dalle zero certezze e dalle zero prospettive che in questi mesi ci sono state date.”

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