Rapporto Eurostat/ cresce il rischio di povertà in Italia, soprattutto per bambini e lavoratori

rapporto sulla povertà1

L’ultimo istituto in ordine di tempo a lanciare l’allarme povertà è stato Eurostat. Con un messaggio chiaro e netto: cresce il rischio di povertà in Italia, soprattutto per i bambini e per i lavoratori e la situazione rischia di complicarsi nel 2022. Secondo le tabelle su povertà e disuguaglianza appena pubblicate, infatti, nel 2021 le persone a rischio di povertà, ovvero quelle con un reddito inferiore al 60% di quello medio disponibile, erano 11,84 milioni con una percentuale del 20,1% della popolazione, in crescita dal 20% del 2020. Se si guarda anche all’esclusione sociale, ovvero non solo alle famiglie con un reddito inferiore al 60% di quello medio ma anche a quelle che hanno difficoltà ad avere beni e servizi come ad esempio una casa adeguatamente riscaldata e un pasto proteico ogni due giorni, e all’intensità lavorativa, le persone in difficoltà superano i 14,83 milioni pari al 25,2% della popolazione.

Nell’ambito delle statistiche sulla povertà (anno 2021), l’ente statistico ha spiegato che nel 2021, sono in condizione di povertà assoluta poco più di 1,9 milioni di famiglie (7,5% del totale da 7,7% nel 2020) e circa 5,6 milioni di individui (9,4% come l’anno precedente). Pertanto, secondo l’Istat, la povertà assoluta conferma sostanzialmente i massimi storici toccati nel 2020, anno d’inizio della pandemia dovuta al Covid-19. Per la povertà relativa l’incidenza sale all’11,1% (da 10,1% del 2020) e le famiglie sotto la soglia sono circa 2,9 milioni (2,6 milioni nel 2020).

Nel 2021, l’incidenza di povertà assoluta è più elevata tra le famiglie con un maggior numero di componenti: raggiunge il 22,6% tra quelle con cinque e più componenti e l’11,6% tra quelle con quattro; segnali di miglioramento provengono dalle famiglie di tre (da 8,5% a 7,1%) e di due componenti (da 5,7% a 5,0%).

Il disagio è più marcato per le famiglie con figli minori, per le quali l’incidenza passa dall’8,1% delle famiglie con un solo figlio minore al 22,8% di quelle che ne hanno da tre in su. Valori elevati si registrano anche per le coppie con tre o più figli (20,0%) e per le famiglie di altra tipologia, dove spesso coabitano più nuclei familiari (16,3%).

Nel rapporto 2021 Caritas riportava anche vari dati utili a capire chi sono le persone aiutate. Circa il 44% sarebbero cosiddetti “nuovi poveri, coloro che si sono rivolti alla Caritas per la prima volta nel corso dell’anno. Ma la crisi ha colpito duramente anche le povertà pre-esistenti: i “poveri cronici”, cioè chi si trova nel circuito Caritas da 5 o più anni: sono passati dal 25,6% al 27,5%. Oltre la metà degli assistiti (il 57,1%) aveva al massimo la terza media. Percentuale che sale al 65,3% tra gli italiani e al 77,6% nel Mezzogiorno. Il 64,9% invece dichiara di avere figli e circa un terzo di loro vive con minori.

Nel mentre il prezzo del gas  sale oltre i 320 dollari a megawattora.

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