QDA.“La maison de Santé” di Edgar Allan Poe riempie Palazzo Orsini a Bomarzo

La sala col camino di Palazzo Orsini a Bomarzo è stata la perfetta scenografia per lo spettacolo “La maison de Santé”, sabato 26 ottobre. Si è trattato dell’ennesimo appuntamento di qualità nell’ambito della XIII edizione dei Quartieri dell’Arte, diretto da Gian Maria Cervo, che ha proposto performance internazionali da settembre. Previsti appuntamenti dal 1 al 10 novembre all’Ufficio turistico di Viterbo, che il 4 ospita “Narcissus” diretto da Gabriele Paupini per chiudere il 13 novembre al Supercinema di Tuscania con “Freetime” di Gian Maria Cervo e i Fratelli Presnyakov, dirige Pierpaolo Sepe.
La serata a Bomarzo ha visto l’ottima prova di un gruppo di giovani attori, tutti ex allievi della scuola di recitazione della Cometa di Roma, dove hanno avuto fra i docenti, come acting coach, Marco Vallarino, qui anche autore e alla sua prima esperienza come regista. Negar Azimi Rad, Asia Coronella, Luigi Cosimelli, Tullia Di Nardo, Sebastian Marzak, Massimo Risi e Alessio Stabile per oltre un’ora hanno saputo alternare momenti drammatici a momenti brillanti, se non addirittura comici, in maniera equilibrata e mostrando un grande affiatamento tra loro. E a ciascuno di loro il regista ha dato comunque il proprio “assolo”, in cui tutti hanno dato il meglio. Il testo – adattato da Vallarino, con parecchi inserimenti originali, da un racconto di Edgar Allan Poe – ha dato vita a uno spettacolo divertente, grottesco ma anche spunto di riflessione su quanto sia labile il confine tra lucidità e follia e quanto sia difficile l’accettazione del diverso. Le sedie a disposizione nella sala si sono riempite tutte, così come i cuscinoni in prima fila destinati agli spettatori più giovani o più agili. Il pubblico ha mostrato di divertirsi fino alla fine, tributando alla giovane compagnia calorosi applausi. Rispetto a quello del debutto al Cometa Off di Roma in giugno, l’allestimento scenico è risultato più scarno, per l’impossibilità di usare le quinte digitali, ma il gioco delle luci (curate da Francesca Zerilli) e il sottofondo musicale hanno garantito la giusta suggestione. Il racconto di Poe “Il sistema del dottor Catrame e del professor Piuma” fu ispirato da un fatto vero avvenuto nella Sicilia dell’800, quindi i mobili di scena (realizzati da Fabio Giovannini), così come i costumi di foggia ottocentesca erano perfettamente di casa nel salone di Palazzo Orsini, con la coppia di porte ai lati del camino che si è rivelata preziosa per l’entrata e uscita di scena degli attori.(CrisVa)

Nella foto: Sebastian Marzak e Tullia Di Nardo

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