“Premierato all’italiana: le ragioni e i limiti di una riforma costituzionale”, il libro del professor Alessandro Sterpa

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“Premierato all’italiana: le ragioni e i limiti di una riforma costituzionale”: successo per la presentazione del libro del professor Alessandro Sterpa, costituzionalista, organizzata dal Lions club di Viterbo con il Rotary club presso la Guest house di via dei Pellegrini a Viterbo.

L’evento ha avuto il patrocinio gratuito dell’Università degli studi della Tuscia e dell’Ordine avvocati di Viterbo. Hanno presenziato al tavolo dei relatori, insieme al professor Alessandro Sterpa, il professor Andrea Genovese, Ordinario di diritto provato all’Unitus, che ha moderato l’evento; Rosita Ponticiello, presidente del Rotary club Viterbo; Paolo Cannone, presidente del Lions club di Viterbo; Luigi Sini, presidente dell’Ordine degli avvocati di Viterbo; Gabriele Sabato, avvocato. Il professor Sterpa, nel suo libro, ripercorre sia i vari tentativi di Riforma costituzionale andati a vuoto in questi decenni (le Bicamerali Bozzi, 1983; De Mita-Iotti, 1993; D’Alema, 1997; proposte di Riforma del governo Berlusconi nel 2006 e Renzi nel 2016) che la nuova proposta del Premierato voluta dal Governo Meloni.

“La durata media bassa dei governi, oggi 13 mesi e prima appena 9 – ha detto il professor Alessandro Sterpa – non ha mai permesso di compiere le riforme costituzionali, che si basano sulla stabilità e durata pluriennale delle maggioranze di governo. Ciò è successo anche perché le nuove maggioranze hanno abolito le riforme proposte dalle precedenti in una logica partitica e non strutturale”. Analizzando la proposta del Premierato del governo Meloni il professor Sterpa nota che “un approfondimento del testo permette di capire che la figura del Presidente della Repubblica viene preservata: la riforma prevede solo la fine della nomina dei senatori a vita, della controfirma delle leggi e della prassi delle consultazioni per il nuovo governo. La rielezione di Napolitano e Mattarella per l’instabilità parlamentare confermano la necessità di riforma che, tra i vantaggi, ha la conoscenza chiara di chi governerà, introduce nel processo politico altri soggetti come le associazioni e punta sugli individui e non più sui partiti come gli artefici della democrazia. Una volta nei partiti c’erano milioni di iscritti, ora poche migliaia”.

“L’incontro di oggi e la lettura del testo del prof. Sterpa, testo che definirei in molte sue parti di contenuto divulgativo anche in considerazione della tecnica di scrittura utilizzata, chiara, veloce, diretta e lineare – ha detto la presidente del Rotary club Viterbo Rosita Ponticiello – mi ha riportato al manuale di diritto pubblico del prof. Rescigno (conservo ancora l’edizione del 96) quando richiamava la definizione di costituzione come documento c.d. “vivente” ovvero che vive nel tempo e risponde ad esigenze collettive. Il prof. Sterpa ha, con la sua disamina, focalizzato l’attenzione su quali sono o potrebbero essere queste esigenze staccandosi da un concetto storicamente determinato di costituzione. Con un’analisi che, dunque, non si ferma all’aspetto tecnico-giuridico e ai meccanismi che connotano le procedure elettive ma calandosi anche nell’aspetto socio-antropologico. Quando scrive che la cornice di azione dell’attività politica è profondamente mutata poiché la troviamo sempre meno nei partiti politici che sono espressine parlamentare e si è spostata all’interno di contenitori nuovi, mutevoli e leggeri come le associazioni, gli enti del terzo settore, ed è in questo contesto che l’elezione diretta degli organi politici nazionali ben potrebbe costituire un valido strumento per l’emersione di una classe dirigente nuova”.

Paolo Cannone, presidente del Lions club Viterbo, ha lodato il professor Sterpa “per avere raccontato la proposta di riforma del Premierato. Le precedenti proposte hanno fallito perché hanno fatto gli interessi solo di una parte politica. Serve una vera riforma costituzionale per tutti”. “Il dibattito sulla riforma costituzionale è prima di tutto culturale – ha detto Luigi Sini, presidente dell’Ordine degli avvocati di Viterbo – e si rende indispensabile anche una riforma della legge elettorale che rafforzi la forza e stabilità del governo”. “La riforma proposta con il Premierato – ha detto l’avvocato Gabriele Sabato – non toglie le prerogative del Parlamento e l’Italia è ormai parte dell’Unione europea con limiti di competenze che non permettono rischi di cesarismi, così come criticano molti detrattori del Premierato del governo Meloni”.

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