Pietro Labate: la Via Francigena un cammino nella storia

Sempre in movimento. Sempre alla ricerca di un sentiero o di una visuale impensabile. Per dieci mesi interrotti, si ferma solo a gennaio e febbraio. Quasi sempre in compagnia dei suoi gruppi, in avanscoperta spesso da solo, alla ricerca dei silenzi, dei momenti di solitudine. Pietro Labate, guida ambientale viterbese puro, è il faro della Tuscia e della Maremma.

Pietro, ci racconti la sua storia…
Il mio percorso è iniziato nell’81, quando ho creato insieme a Franco Alberti il Wwf viterbese, inizia da lì la mia esperienza di guida volontaria del Wwf provinciale . Nel 1990 acquisisco il patentino da guida che mi ha portato a diventare guardia oasi e, dal 1999, guida ambientale escursionistica. Per diciannove anni ho ricoperto l’incarico di guardia Oasi a Vulci.

Oggi svolge il compito di guida per hobby o per professione?
Dopo il licenziamento seguito alle riduzioni delle attività da parte del Wwf, il mio lavoro di guida è divenuto a tempo pieno. E’ per me una professione a tutti gli effetti in cui riverso la mia grande passione, “io campo con i piedi..anche se non mi arricchisco”. Camminando si riscopre il piacere della lentezza, delle cose semplici, ma autentiche del contatto con la natura e con le persone. Allo stesso tempo, si possono ammirare gioielli artistici e ci si può “immergere” in un patrimonio culturale e ospitale ineguagliabile.

Perché questa scelta di vita?
Perché è la cosa che mi riesce meglio, le persone lo avvertono e la gente anche alle prime esperienze si appassiona e non sente il peso della camminata. Nell’arco di un anno cambio circa 200 letti, solo a gennaio e febbraio forzatamente mi fermo e mi godo la mia casa di Viterbo nel centro storico.

Quali sono i suoi territori?
La Tuscia e la Maremma, ma anche la bassa Umbria con il comprensorio dell’orvietano al di là del Paglia e del Tevere. Esistono zone interessanti, per molti completamente sconosciute. Ci sono resti archeologici, tracce etrusche, sentieri naturalistici di incomparabile bellezza, soprattutto la Tuscia è una terra in cui c’è ancora molto da scoprire, ma su tutto il territorio siamo soltanto 5 guide ambientali, specifico ambientali.

Che differenza c’è tra una guida turistica e una guida ambientale?
La guida ambientale attraversa i territori e li racconta vivendoli con i piedi, la guida turistica accoglie il gruppo e lo riporta alla storia del luogo, non ne vive la peculiarità.

Qualcuno asserisce che lei sia una sorta di brigante…
Il mio soprannome è Pietrusco. A me piacciono i suoni e i rumori della natura, le tracce lasciate dagli animali, i contesti selvatici e la scoperta cristallina. Nei miei itinerari tendo a escludere i parchi, proprio perché ogni contatto deve essere diretto con il luogo che sto attraversando.

Che differenza c’è tra la Maremma toscana e la Tuscia?
Il territorio toscano è più organizzato, gli stranieri quando arrivano si affidano, la Tuscia è ancora in una fase pionieristica, è la mia terra, la adoro, e proprio per questo ne osservo le reazioni sul nostro pubblico: della Tuscia sono incuriositi ma in alcuni casi nelle escursioni si portano la loro guida. C’è bisogno di una forte promozione, di una comunicazione e di organizzazione. La Francigena, il nostro fiore all’occhiello del momento, suscita un grande richiamo negli stranieri, stanno arrivando in molti. Anche gli svizzeri si cominciano a vedere numerosi, in ciò che manca cerchiamo di intervenire con spirito volontario. La Via Francigena è simbolo dell’identità culturale europea nelle sue diversità e nella sua unitarietà.

Come vi organizzate nelle azioni volontarie?
Le cito un esempio di questi giorni: grazie all’aiuto di volontari è stata aperta una nuova strada che da Montefiascone immette sulla via Francigena, riconnettendo la via Romea-Germanica, quella da cui giungono numerosi i tedeschi.
Come rispondono i nostri comuni interessati alla Via Francigena?
Sono sulla carta 17 comuni, ma attivi ne sono appena 4, ultimamente Capranica e Sutri si stanno muovendo, ma in prossimità del Giubileo questa è la nostra cartina tornasole, una pepita d’oro che potrebbe fungere da volano per la promozione dell’intero territorio.

Come solleciterebbe coloro che non hanno mai vissuto i cammini?
I cammini ti danno la spinta a non fermarti mai e a metterti in relazione con te stesso in libertà. Una esperienza possibile in ogni età, in cui tu decidi la sosta. Spesso i motivi che spingono a mettersi in cammino sono molteplici e personali. Nell’ultimo itinerario, Wilma, una giovincella di 82 anni, ha percorso 1.400 chilometri dalla Germania a San Pietro. Che dire di più?

Per iniziare cosa serve?
Fare il primo passo….

Non avverte mai la stanchezza? Quanti anni ha?
Sorridendo, risponde all’ultima domanda con una pausa: 55 anni. L’età passa inosservata, il camminatore ha lo sguardo sempre avanti… E come la mitica figura dei più famosi film western, dove la guida pellerossa precedeva il gruppo di pionieri, ci saluta e procede.

Buon cammino Pietro, nella scoperta di luoghi, paesaggi e storia della nostra meravigliosa Tuscia.

 

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