“Olio e Produzione Olearia nella Roma Antica” di Vincenzo Allegrezza

Sabato 3 febbraio alle ore 16.30, presso le Scuderie di Palazzo Chigi a Soriano nel Cimino, una interessante conferenza-presentazione del libro: “Olio e Produzione Olearia nella Roma Antica” del dott. Vincenzo Allegrezza, nell’ambito delle iniziative dell’Associazione Archeotuscia onlus di Viterbo.

Dai resti dei torchi oleari del III secolo a.C. allo studio del DNA degli olivi di oggi: nuove prospettive per la ricerca archeologica del territorio della Tuscia.
L’autore, da attento osservatore del territorio, pone infatti una domanda: è possibile che tali olivi, attualmente allo stato selvatico, possano derivare dalle antiche colture praticate prima dagli Etruschi e poi dai Romani?

A dare una risposta a questa domanda è la scienza biologica e paleobotanica: nella conferenza si parlerà anche di questa indagine, affascinante e straordinariamente coinvolgente, i cui risultati sono stati pubblicati sull’ultimo numero della Rivista di Storia dell’Agricoltura della prestigiosa Accademia dei Georgofili di Firenze.

“I dati preliminari che sono emersi dall’esame dei marcatori plastidiali utilizzati su queste piante hanno confermato che quasi tutti i campioni analizzati possiedono lo stesso genoma plastidiale dei selvatici situati al centro e ovest del Mediterraneo. Questo potrebbe far supporre la possibile origine delle coltivazioni olivicole presenti nel territorio analizzato ad una epoca anche preromana”.
“Tutti i campioni prelevati in questi olivi sono veri olivi che dal periodo etrusco non sono stati sottoposti ad alcuna modifica o ad innesti: i frantoi dimostrano un vasto panorama di olivi selvatici ‘veri’ con un patrimonio genetico storico da salvaguardare!”.
Quindi “accanto al patrimonio umano e archeologico c’è anche un patrimonio genetico da salvare” qui nella Tuscia.

Nella conferenza verranno esaminati i resti antichi di quelle forme di sfruttamento della terra che si instaurano molto precocemente, fin dal III secolo a.C., quando l’uomo romano, conquistata l’Etruria, destina i terreni all’attività agricola, sfruttando il territorio attraverso la realizzazione di numerose strutture agrarie. Soprattutto con attività di produzione olearia. Un fenomeno che possiamo agevolmente ricostruire grazie alla presenza ancora oggi nelle nostre campagne di numerose pietre che fungevano da basi delle presse olearie, e da un altro elemento che Vincenzo Allegrezza documenta: la presenza diffusa di olivi non domestici che ancora oggi popolano quelle campagne.

Introduce la dott.ssa Francesca Pontani, che farà una breve panoramica sull’utilizzo dell’olio nel mondo antico.

 

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