Nella “castagna d’oro” il mondo del calcio e del giornalismo in ricordo di Pietro Calabrese

In una “castagna d’oro” c’è tutto il mondo del calcio e del giornalismo. Soriano nel Cimino la offre ancora una volta al fine di onorare il ricordo di Pietro Calabrese che di giornalismo è stato maestro. Il decimo premio nazionale porta sul palco di piazza Vittorio Emanuele personaggi, più o meno noti, dell’universo mediatico, ma tutti con un passato professionale di primo piano. E che comunque restano indissolubilmente legati anche al presente se è vero, per esempio, che una delle “castagne d’oro” viene assegnata a Gabriele Gravina che è l’attuale presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio. Gravina non è presente, perché trattenuto all’estero, ma affida il suo ringraziamento ad un messaggio video. Sul palco, a rappresentarlo, la sua vice Silvia Salis. Il calcio, così come tutti gli sport, però non potrebbe essere una disciplina di assoluto e incontestabile successo se a raccontarlo, in tutte le sua sfaccettature, non ci fossero i giornalisti, la stampa. Ed ecco allora che accanto ai calciatori del passato i riconoscimenti vanno anche a chi i calciatori, il calcio, e lo sport in generale, hanno raccontato. Sono il sindaco Fabio Menicacci e il giornalista Antonio Agnocchetti a fare gli onori di casa. Sul palco, a presentare il premio, il garbato e inossidabile Giuseppe Di Piazza editorialista del Corriere della Sera e responsabile della Cronaca romana dello stesso quotidiano, e la giornalista e conduttrice di Sky Valentina Caruso. In prima fila la figlia di Pietro Calabrese, Costanza con bambina. I premi vanno a Fiorenza Sarzanini (vicedirettrice del Corriere della Sera), Gianni Dragoni (caporedattore e inviato del Sole 24Ore), Massimiliano Santopadre (presidente del Perugia Calcio), Marco Lollobrgida (conduttore di Rai Sport), David Marcelo Pizarro (ex calciatore di Udinese, Inter, Roma), Cristian Ledesma (ex calciatore della Lazio), Fernando Orsi (ex calciatore di Roma, Lazio e oggi commentatore di Sky), Valentina Caruso (conduttrice di Sky Sport) Laura Cannavò (conduttrice di News Mediaset), Davide Stoppini (inviato della Gazzetta dello Sport), Fabio Massimo Splendore (inviato del Corriere dello sport), Emiliano Bernardini (inviato del Messaggero), Alberto Carotenuto (giornalista e scrittore), maggiore generale Gabriele Lupini (Ispettore del Corpo nazionale militare della Cri). Da ultimo, ma non ultimo, Giancarlo Antognoni, Fiorentina e iridato di calcio nell’82, che chiude il meeting da campione quale è stato: “Oggi non ci sono più bandiere. Perché sono rimasto a Firenze? Perché l’affetto dei fiorentini è incomparabilmente più grande di qualsiasi trofeo”. (L.C.)

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