Napoléon 2021, a Montefiascone il premio internazionale ex-libris per i 200 anni dalla morte di Napoleone

Ricorrono quest’anno i 200 anni dalla morte di Napoleone. L’uomo della Rivoluzione e dell’Impero, della guerra e della pace, della distruzione e delle grandi opere; il conquistatore che diffuse in Europa l’idea repubblicana; il personaggio tanto amato quanto odiato che trasformò i quindici anni della sua avventura politica in “epopea”.

A Montefiascone, il “Laboratorio Didattico della Stampa” è il piccolo museo dove i visitatori possono assistere a tutte le antiche lavorazioni (composizione con gli antichi caratteri mobili, aggiustamento, messa in macchina, stampa) che si concludono con la stampa su un antico torchio; per l’ evento (che cadrà il 5 maggio) ha allestito una mostra di incisioni: ex-libris realizzati da artisti italiani e europei che hanno partecipato al “Premio Internazionale di Grafica” e che hanno voluto così celebrare con le loro opere, gli anni, le imprese, le sensazioni suscitate dal ricordo del grande personaggio.

La stretta collaborazione tra il Museo della Stampa e l’Associazione pro Montefiascone con associazione culturale Luciano Bonaparte, Souvenir Napoléonien, il Museo Medagliere dell’Europa Napoleonica, il Centro Romano di Studi Napoleonici, ha reso fattibile l’iniziale ambizioso progetto che porterà alle mostre in programma a Castiglione in Teverina (28 marzo – 5 aprile 2021), Chieri (10-18 aprile 2021), Canino (3-10 maggio 2021), Castiglion Fiorentino (giugno 2021), Bagnoregio (3-18 luglio 2021), e Montefiascone (1-15 agosto 2021).

L’evento, peraltro, è stato reso possibile grazie all’uso dei dispositivi e delle macchine della tipografia “Silvio Pellico” di Montefiascone, erede dell’antica stamperia, che ancora oggi, dopo 325 anni di ininterrotto lavoro, contrassegna i lavori (tipografici, offset e digitali) che escono dal moderno stabilimento di Via Paternocchio. Nel 1695 il Cardinale Barbarigo ottenne dal Papa Innocenzo III la disponibilità di una parte dei locali del Palazzo Papale sulla sommità del colle falisco dove peraltro lui aveva già collocato torchi e caratteri della sua “Typographia Seminarii”. Era il laboratorio tipografico, fornito di caratteri latini, greci, ebraici e siriaci, di cui aveva voluto dotare il seminario appena ristrutturato per poter stampare in proprio i libri di testo e le pubblicazioni curiali. Nei tre secoli che seguirono, molteplici furono i tipografi che si avvicendarono nella gestione della “Tipografia del Seminario”, prima come semplici dipendenti, poi come affittuari e infine artigiani proprietari. Cambiarono anche i locali, la clientela e la tipologia dei lavori; fino al 1892 quando infine ne venne cambiata la denominazione in “Tipografia Silvio Pellico”. Il patrimonio di antiche macchine, attrezzature e caratteri tipografici, accuratamente conservato presso i vecchi locali di Via Oreste Borghesi, ha dato vita al “Laboratorio Didattico della Stampa”.

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