Monte Casoli di Bomarzo area naturale protetta

di Francesca Pontani*

«scheggia fuori dal tempo, testimone di una volontà fredda, che non passa», Eugenio Montale, Ossi di seppia

Tra un fitto bosco di querce si aprono numerose cavità scavate dall’uomo nei secoli: ambienti quadrangolari con banchine ai lati, con segni di riutilizzo come piccole finestre, mangiatoie, incavi per la trasformazione ad ovile o stalla. Non è chiaro se in origine potesse trattarsi di tombe etrusche. Quello che è certo è che Monte Casoli, analogamente ad altri centri su altura tufacea dell’alto Lazio, fu fortificato in concomitanza con l’espansione romana, abbandonato in seguito alla conquista e rioccupato nel medioevo sempre per ragioni difensive.

Etruschi, Romani e Medioevo
Ad oggi sono visibili alcuni resti di fortificazioni etrusche datate al IV-III secolo a.C. e ruderi di un castello medievale completamento diruto. Il sito, come gran parte degli abitati medievali, è difeso naturalmente su tre lati da ripide pareti di tufo.
Infatti la collina di Monte Casoli è situata a circa1 km da Bomarzo, ed è un piccolo altopiano tufaceo delimitato da due corsi d’acqua, il Vezza e il fosso di Monte Casoli.

Le vicende storiche
In epoca etrusca la zona dove oggi sorge la chiesa di Santa Maria di Montecasoli fu sede di un nucleo fortificato a difesa di Bomarzo, lungo il corso del torrente Vezza. Ancora abitato in epoca romana, l’insediamento fu trasformato in castello nel medioevo, come testimoniano i resti delle mura difensive e gli atti di vendita del 1293 alla città di Viterbo.
Nel 1520 la tenuta risulta essere data in concessione dalla Reverenda Camera Apostolica per un canone costituito da un cane da caccia, poi sostituito da otto libbre di cera.
Nei pressi dei ruderi del castello sorge la piccola chiesa di S. Maria di Monte Casoli.

Cavità e colombari
La parte alta di Monte Casoli è ricca di cavità che un tempo furono adibite ad abitazioni, stalle e magazzini.
Sui costoni sono ancora visibili colombari in parte crollati e alcune tombe.
Molto suggestiva la via cava.

Un’area naturale protetta
Oggi Montecasoli è area naturale protetta per le sue valenze naturalistiche ed archeologiche ed è meta di una processione nel giorno del Lunedì di Pasqua.

PER APPROFONDIRE

L’insediamento rupestre di Monte Casoli

foto Francesca Pontani nel prossimo articolo il 20 febbraio andiamo a Tuscania

*Francesca Pontani* – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI