Locke di Steven Knight, un viaggio epico di un eroe contemporaneo

Di Nicole Chiassarini

Locke è un film del 2013 scritto e diretto da Steven Knight che ha riscosso il plauso della critica e un ottimo successo di pubblico. Fin dalla prima visione è facile capire che si tratta di una pellicola intensa ed efficace, nonostante la sua estrema semplicità.

Un uomo, Ivan Locke, solo in macchina, affronta un tragitto lungo 90 minuti per le strade da Birmingham a Londra, di notte, mentre con il bluetooth del telefono si collega con altre voci che compongono la storia.

Il tema portante vuole farci riflettere sull’importanza dell’accettazione dei cambiamenti, ma soprattutto sulle conseguenze che questi comportano. Così il regista, oggi conosciuto e acclamato per la serie di successo Peaky Blinders, ha dato vita ad un film di una potenza rara.

Locke è la dimostrazione di come una buona e solida sceneggiatura, unità ad una regia esperta, siano in grado di portare sullo schermo un prodotto praticamente perfetto.

Recentemente di nuovo in classifica tra i migliori film da vedere, Locke è una pellicola molto semplice, ma che riesce a dimostrare veramente tanto. Questo anche attraverso il suo interprete principale, nonché unico, Tom Hardy che per tutta la durata del film ipnotizza per la sua immensa bravura.

L’attore, con ogni suo sguardo, espressione, e la sua voce, riesce a dimostrare l’impatto che quel viaggio ha su di lui. La drammaticità del racconto si irradia sullo schermo e per poterlo comprendere appieno dobbiamo connetterci con Ivan. Azione che Tom Hardy facilita.

Tutti gli altri interpreti sono solo delle voci al telefono, ma incredibilmente intense e presenti. Tra questi, possiamo riconoscere le voci di Olivia Colman, Ruth Wilson, Andrew Scott, Tom Holland e Ben Daniels.

Forse, a primo avviso, la sceneggiatura può sembrare fin troppo semplice per aspettarsi un successo cinematografico, ma lo stile e l’eccezionale lavoro dell’attore riescono a creare grande tensione drammatica, rendendo impossibile staccarsi dallo schermo anche per un solo istante. Tutto questo nonostante il limite imposto dall’ambientazione, ovvero il solo abitacolo di una macchina in movimento.

Il merito della bellezza e unicità di questo film va anche alla fotografia di Haris Zambarloukos, che crea intensità e tensione attraverso la luce. Ma anche alla colonna sonora di Dickon Hinchliffe, con musica elettronica sempre presente e pronta a sottolineare gli stati emotivi di Locke.

Locke di Steven Knight è un film concreto e drammatico. Un viaggio purgatoriale verso le conseguenze delle azioni che ognuno compie. Tom Hardy ci regala una delle sue migliori interpretazioni e il regista ci regala una pellicola unica e praticamente perfetta, che riesce a conquistare dall’inizio alla fine.

È la storia di un cambiamento drastico, di un uomo che sale in macchina per poi scendere completamente diverso. Una pellicola che non parla solo di un viaggio, ma di come la nostra vita riesca a cambiare drasticamente da un momento all’altro. Locke è un film che in qualche modo rappresenta la metafora dei nostri giorni.

 

COMMENTA SU FACEBOOK

CONDIVIDI