Le Mura Etrusche di Viterbo

Francesca Pontani

«Multa retro rerum jacet, atque ambagibus aevi, obtegitur densa caligine mersa vetustas, Molte cose del passato giacciono in rovina e dal trascorrere del tempo vengono sommerse, sotto uno strato di nera caligine» (Silio Italico)

Blocchi parallelepipedi di grandi dimensioni: questo è il segno più appariscente e ancora ad oggi visibile di quello che resta dell’ipotizzato abitato etrusco di Viterbo.

Ben visibili alla base del muro di contenimento del Seminario Arcivescovile e del Vecchio Ospedale degli Infermi, i resti di mura di età etrusca si possono osservare e guardare arrivando a piazza San Lorenzo.

Colle San Lorenzo

Viterbo è molto ben conosciuta per la fase medievale mentre al contrario mancano ancora notizie precise riguardo l’originario insediamento di epoca etrusca, che viene ipotizzato situato sul colle San Lorenzo, l’acropoli dell’abitato, dove oggi sono presenti il Duomo e Palazzo dei Papi.

La piccola altura (lunga ca. 200 mt. e larga 100 mt.), sorge sulla confluenza dei torrenti Urcionio e Paradosso, ed è esattamente qui che fu realizzata una grande tagliata (oggi via Sant’Antonio) per isolare il colle [1].

All’ingresso di piazza San Lorenzo, inglobati nelle moderne strutture, sono ancora visibili alcuni filari della muratura in opera quadrata di peperino che doveva recingere e fortificare il pianoro, le cui pareti tufacee conservano tracce di cunicoli di drenaggio e di tombe a camera.

A questi pochi resti, probabilmente pertinenti alla fase etrusco-arcaica dell’insediamento, si affiancano alcune tracce di età romana.

Surna: la città etrusca

L’insediamento sulla collina è stato identificato con la città etrusca di Surna, a cui poi dovette subentrare, dopo la conquista romana nel 310 a.C., l’abitato di Sorrina Nova, sorto sulla vicina altura del Riello [2].

La città romana di Sorrina Nova, mai citata dagli autori antichi, è un’ipotesi deduttiva fondata su una serie di epigrafi rinvenute nel territorio viterbese (CIL XI 2996-3039; 7412-7478), in cui vengono citati gli etnici Sorrinenses e Sorrinenses Novenses, che consentono di ipotizzare appunto l’esistenza di una Surina etrusca [2].

Sulla base della documentazione delle necropoli da Poggio Giudio, Poggio Giulivo, Riello, Fontanile del Boia, via del Pilastro: è così ipotizzabile che la Surina preromana abbia rappresentato una realtà insediativa piuttosto complessa, costituita da un insieme di villaggi, sorti in funzione dello sfruttamento agricolo del territorio, nelle immediate vicinanze di un centro con funzione di “acropoli”, localizzato tradizionalmente sul Colle del Duomo di Viterbo a piazza San Lorenzo.

 

DOVE vederle

Viterbo, Piazza San Lorenzo

 

Note

1: F. Ceci, Via Cassia II, da Monterosi alle pendici di Montefiascone, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, Roma 2015, pp. 103-105.

2: P. Di Silvio, Le origini etrusco-romane di Viterbo (Sorrina). Nuove proposte per l’indagine archeologica, in L’Etruria meridionale rupestre. Atti del convegno internazionale “L’Etruria rupestre dalla Protostoria al Medioevo. Insediamenti, necropoli, monumenti, confronti”, Barbarano Romano-Blera, 8-10 ottobre 2010, Roma2014, pp. 58-63.

Francesca Pontani – www.francescapontani.it – Archeologa del comitato scientifico del Museo Archeologico delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. Egittologa, conoscitrice di lingue antiche come i geroglifici, la lingua sumerica e accadica, la lingua etrusca, lavora nel mondo del web. Nel blog e sul canale YouTube ArcheoTime sono visibili le sue camminate archeologiche on the road. Innamorata della comunicazione e della scrittura, guiderà i lettori di TusciaUP nella conoscenza del nostro territorio attraverso Tour di Archeologia in Tuscia.

 

Foto Francesca Pontani

Nel prossimo articolo del 23/08/2018 andiamo a Vulci

COMMENTA SU FACEBOOK
CONDIVIDI