L’arte presepiale di Giuseppe Troncarelli rivive nei borghi della Tuscia

Di Elisa Pagliarello

Giuseppe Troncarelli

Giuseppe Troncarelli, vive a Vallerano dal suo nascere. Classe 1967, è prima di tutto un insegnante di musica, diplomato e perfezionato al Conservatorio Santa Cecilia di Roma. Alla musica ha dedicato la sua vita come insegnante, concertista, direttore ed arrangiatore. Già nel 1777 un suo omonimo  di origine valleranese era conosciuto per la musica, citato nelle migliori enciclopedie come eccellente compositore di musica sacra e d’intrattenimento. Dopo aver girato il mondo morirà  nel 1848, ed è sepolto nella Chiesa di Sant’Andrea Apostolo a Vallerano. Per Giuseppe Troncarelli “contemporaneo”, la passione per la musica  è  insita nel suo DNA ma  contempla anche  una dedizione  strettamente legata all’arte, creando bellezza ed emozione nella realizzazione di presepi. Le sue opere vengono raffigurate nelle infinite scenografie dei piccoli borghi della Tuscia,

Proprio in questo periodo  presso la sala Anselmi in via Saffi, a Viterbo il professore Giuseppe Troncarelli espone per il secondo anno il suo presepe, la cui ambientazione è una fedelissima ricostruzione in miniatura del centro storico di Vallerano. Ogni creazione rappresenta un’opera d’arte originale unica frutto di un meticoloso lavoro manuale.

Iniziamo un viaggio-intervista con l’autore per toccare con mano il significato della sua arte.

“Per la creazione di questo presepe è stata sicuramente fondamentale la mia conoscenza di Vallerano. Essendo cresciuto nel centro storico, conosco a memoria ogni minimo dettaglio delle piazze e delle vie. Infatti, la Vallerano del mio presepe è identica a quella reale, con l’unica differenza di un’ambientazione ottocentesca che ho avverato con un profondo studio storico e culturale sul periodo. Per le proporzioni del borgo, mi sono aiutato anche con delle foto: l’elemento chiave del presepe è l’incidenza della immaginazione. Ho curato ogni minimo dettaglio della scena rispecchiando la fedeltà del periodo in ogni particolare. Ogni porta, ogni finestra e ogni carretto è realizzato con cura e fedele alla realtà, con la proiezione della mia visione artistica”.

Come si uniscono l’arte e la tradizione alla tecnologia?

Per coniugare questi elementi è stato fondamentale l’aiuto di due miei fedeli collaboratori, Marcello Fornicoli e Mario Bellatreccia, il loro contributo è stato più che prezioso: mi hanno assistito nella gestione della centralina (da cui dipendono le luci e le animazioni e nella coordinazione dei vari effetti visivi. La tecnologia incide nella piena realizzazione del presepe: a partire dalla colonna sonora di mia scelta, agli effetti visivi come la caduta della neve, l’alternarsi delle fasi del giorno e le stelle, fino alla animazione  dei personaggi.

 Da dove parte la sua ricerca artistica? E come si plasmano composizioni che uniscono realismo e poesia?

La mia ricerca artistica affonda le sue radici nella mia precoce passione per i presepi: ne sono sempre rimasto ammaliato sin da bambino. Durante il periodo natalizio, mi fermavo ad osservare i presepi in ogni chiesa in cui passavo. Ho sempre avuto il desiderio  di voler creare un giorno, qualcosa di stupefacente, che potesse trasmettere forti emozioni e il significato autentico  della Natività nei bambini, in cui mi immedesimo ogni volta che vedo la loro curiosità, la loro attenzione  sul mio presepe, ricordando lo stupore che anch’io provavo alla loro età. Il presepe più che spiegare si fa e si racconta.

Per unire realismo e poesia nel mio presepe, il punto di partenza è stata la colonna sonora: ho cercato di trovare le composizioni più adatte del presepe sulla scena che ne caratterizzassero l’atmosfera. Da lì, come in un montaggio cinematografico, dipendono le varie entrate in scena, le dissolvenze, le luci che si alternano. Ogni particolare è stato studiato per essere parte di una scena naturale, reale e spontanea, senza esagerazioni o sfarzo.

Quali sono i materiali che ha utilizzato?

Durante il lockdown, ho acquistato un cilindro di polistirolo e dei pannelli di polistirene: questi sono i due materiali con cui ho creato il borgo. Durante questo periodo, ho iniziato a lavorare alla riproduzione della piazza più importante del centro storico. Ho finito la prima struttura a giugno, e da lì ho iniziato a lavorare alla colorazione e agli stucchi. Ogni piccolo dettaglio è presente anche per quanto riguarda la riproduzione dell’architettura del paese: pure in quei particolari che potrebbero passare inosservati, Dopo 18 mesi, il progetto era concluso.

La sua prima esposizione dove è stata?

E’ stata a Nepi, nella Chiesa di Sant’Eleuterio.

 Quanto le miniature del borgo riportano al rapporto con la sua terra, la Tuscia?

In questo presepe le miniature del borgo sono una riproduzione fedelissima di Vallerano, luogo in cui è sempre esistita la tradizione del presepe vivente, che nel 2027 compirà 50 anni. La piazza raffigurata nel presepe è curata in ogni minimo dettaglio, rispecchia nella sua autenticità il legame forte del mio vissuto a Vallerano.

 

Il presepe di Giuseppe Troncarelli è un percorso emozionale in cui tradizione, luce e particolarità si intrecciano per narrare la Natività con una marcata sensibilità strettamente legata ai nostri luoghi  allungandola oltre i confini materiali preparandoci allo spettacolo della Natività che si ripete ogni 25 dicembre.

Quella di Giuseppe Troncarelli alla Sala Anselmi non è solo una semplice mostra, ma un riconoscimento al valore dell’artigianato artistico natalizio che fà della tradizione e della creatività i nostri punti di forza.

Sarà possibile visitare questa straordinaria rappresentazione fino al 6 gennaio 2026.(ingresso libero)

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