L’after-queen nella testimonianza della cantante Kay Mc Carthy, irlandese a Montefiascone

di Kay Mc Carthy

Queen Elizabeth 2022

La Gran Bretagna e il mondo si preparano a dare l’ultimo saluto a Sua Maestà la Regina Elisabetta, II anche Kay Mc Carthy, la cantante irlandese che da molti anni vive a Montefiascone, ci rende la sua testimonianza.

“La mia prima reazione alla morte della Regina d’Inghilterra è invasa di una certa tristezza per la scomparsa di un personaggio che sembrava immortale, una presenza fissa sul palcoscenico internazionale e nell’immaginario collettivo. Quello che mi colpisce di più è la fine di uno di quei simboli che, sullo sfondo della mia esistenza, ha accompagnato per la maggior parte della mia vita. Sono nata quando l’Irlanda faceva ancora parte del Commonwealth e, in Inghilterra, regnava Giorgio VI e il testo dell’inno nazionale del Regno Unito recitava “God Save the King”. Poi, dal 1952,  ”la colonna sonora” divenne “God Save the Queen”. E ora, da giovedì sera si canterà di nuovo “God Save the King”. Sarà sufficiente sostituire “King” a “Queen”. So che la formula di rito che testimonia la continuità della monarchia britannica è, “The Queen is Dead, Long live the King!” La Regina è morta, lunga vita al Re”. Ho sempre trovato questa formula piuttosto crudele e cinica, umanamente parlando, ma la Realpolitik ha le sue regole.

Il nuovo re, sarà conosciuto con il titolo di Charles III che il Bel Principe Charles Edward Stuart (Bonnie Prince Charlie) non ebbe mai perché lo perse per sempre dopo sul campo di battaglia di Culloden in Scozia nel aprile del 1746 dove molti valorosi scozzesi che si auguravano il ritorno dei regnanti di casa Stuart persero la vita e la Scozia gaelica non fu mai più la stessa.

Il principe, giovane e bello nacque e morì a Roma, figlio primogenito di James Stuart e Maria Clementina Sobieska, che forse non tutti sanno si sposarono proprio qui da noi a Montefiascone.

Charles avrebbe potuto scegliere un altro nome da re, come fece il nonno Alberto che scelse di chiamarsi Giorgio VI.  Ma noblesse oblige! E che Carlo sia. Il primo re che portò quel nome, fu giustiziato dai puritani sotto Cromwell nel 1649 e l’Inghilterra conobbe la sua prima, breve ed unica stagione senza monarchia. Ma ben presto la monarchia si restaurò sotto un altro Stuart, un altro Carlo, Carlo II, Il cosiddetto “Merry Monarch”, il “Re allegro”. Da allora in poi la successione fu garantita. E continua fino ai giorni nostri Dopo la disfatta dei pretendenti maschi della famiglia Stuart fu emanata una legge per cui solo un Protestante potesse sedere sul trono d’Inghilterra e di conseguenza la corona passò in mano agli Elettori di Hannover.

Elisabetta II non nacque erede al trono, ma l’abdicazione dello zio David (Eduardo VIII) segnò il suo destino, come, a suo tempo, la morte di Carlotta principessa di Galles, segnò quello della principessina che divenne la Regina Vittoria.

Elisabetta II è stata sempre amata dai suoi sudditi, specialmente perché lei, insieme alla sorella e ai genitori, rimase a fianco dei londinesi durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale.

Ci fu una crisi di popolarità di Elizabeth solo quando morì Diana Spencer ma lei, consigliata da Tony Blair, seppe reagire e salvare la situazione. Poi le varie vicissitudini di famiglia a cui la regina ha tenuto sempre testa hanno reso evidente fino all’ultimo il suo grande senso del dovere di statista.

Come sarà il futuro? Il dato certo è che Carlo e Camilla, da oggi siedono sul trono che era di Giorgio VI e della sua consorte Elisabetta Bowes Lyon che non volle che il nipote sposasse Camilla anche prima che lei sposasse Parker-Bowles. Giustizia poetica?  Una favola, la loro, davvero a lieto fine? E così il re Carlo III ha dichiarato durante il giuramento ufficiale pronunciato di fronte all’Accession Council: «Conto sull’aiuto amorevole della mia amata moglie Camilla, diventata la mia Regina consorte».

Per il momento, la Famiglia Reale si è stretta nel dolore e nel protocollo da seguire dopo la morte di un Sovrano, in cui ci sono tante regole da rispettare. Intanto William e Kate silenziosi vogliono guadagnarsi la fiducia e il rispetto del regno. Sarà solo il tempo a farci capire meglio come andranno le cose. Sino ad oggi uno dei pochi collanti dell’Inghilterra è la monarchia ma legata alla figura della regina che troverà il suo riposo eterno nella George VI Memorial Chapel, in cui verrà sepolta dopo i funerali il 19 settembre”.

A Re Carlo III il compito arduo di affrontare temi non facili come l’indipendenza di alcuni territori del Regno e del Commonwealth, il cambiamento climatico e la globalizzazione.

 

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