“L’affare Modigliani”, il libro in cui il giallo del giovane Modì mette Viterbo in primo piano

Un bel parterre ha composto la sala di Palazzo Papale giovedì 12 dicembre dove presso il Polo monumentale Colle del Duomo, gli scrittori Dania Mondini e Claudio Loiodice hanno presentato il loro libro inchiesta “L’Affare Modigliani”. A cento anni dalla morte dell’artista, pittore e scultore italiano, Mondini e Loiodice, giornalista Rai lei e criminologo-sociologo lui (entrambi con un bel curriculum), hanno cercato di svelare con documenti, perizie e testimonianze inedite gli affari milionari che furono all’ombra di Modigliani. Due anni di lavoro in giro per l’Europa in reperimento della documentazione, intervistando i testimoni ancora in vita.
La pubblicazione fa da corollario agli eventi che soprattutto il comune di Livorno ha messo in programma per il centenario dalla morte del grande artista avvenuta il 22 gennaio 1920.
Nel libro assume un ruolo dominante il giallo dei falsi Modì,riguardante una mostra allestita Viterbo nel 1991, 79 disegni per i quali la Fondazione Modigliani dichiarò: “Non sono dell’ artista”.
E’ da questa accusa che prese il via l’inchiesta affidata al sostituto procuratore di Viterbo Franco Pacifici che, presente ieri a Palazzo Papale, ha ripercorso i tratti di una inchiesta in cui da giovane magistrato si è trovato al centro di una attenzione mediatica non prevedibile. Vittorio Sgarbi sdrammatizzò all’epoca i fatti usando l’arma dell’ironia: “Diciamo la verità. Per gli organizzatori della mostra è una bella pubblicità”.
Le indagini da lì sono cominciate ma, almeno apparentemente, nulla si è mosso e il libro ce lo dimostra con il susseguirsi dei fatti sino ai nostri giorni.
La presentazione del libro ha richiamato un pubblico di addetti ai lavori, abbiamo visto in sala l’ispettore Felice Orlandini e il pittore Alessio Paternesi.
La presentazione dell’Affare Modigliani, oltre alla presenza degli autori, ha visto come moderatore il giornalista Giorgio Renzetti e l’intervento del procuratore Pacifici, che ha ripercorso i momenti di un’inchiesta, quella di Viterbo, che poi è passata di mano al Tribunale di Roma, al precipitare dei fatti Viterbo era ritenuta una cittadina fuori dal grande circuito. Sara Grassotti ha letto alcuni brani del libro a riallacciare gli interventi che si sono susseguiti.
L’Affare Modigliani è soprattutto un libro inchiesta, ma non tralascia anche risvolti romantici ricalcati soprattutto nella fragilità e nella storia di vita di Jeanne Modigliani, figlia del grande artista.
Una trama che ben si presta a essere protagonista di una fiction.
L’incontro a Palazzo Papale è stato organizzato dall’associazione Humanae Viae in collaborazione con la società Archeoares s.n.c.

 

 

 

 

 

 

 

Foto di Massimo Luziatelli

 

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