La Trilogia del Giudicare, all’Unitus un convegno autorevole per la teoria e la logica del diritto

di Nicole Chiassarini

Si è svolto oggi, 18 ottobre, presso l’Auditorium del rettorato di Santa Maria in Gradi, il convegno “La Trilogia del Giudicare”, riferito ai tre “seminari Leibniz” tenuti presso l’Accademia Nazionale dei Lincei promossi da Natalino Irti. Organizzato dal Tribunale di Viterbo e l’Università degli Studi della Tuscia, il convegno ha visto importanti volti del mondo del diritto, intervenuti nel corso di tutta la giornata.

Presenti per i saluti istituzionali il rettore Alessandro Ruggieri, che concluderà il proprio mandato il 31 ottobre e che verrà sostituito dal nuovo eletto Stefano Ubertini a partire dal 1 novembre, il Sindaco di Viterbo Giovanni Maria Arena, il Presidente del Tribunale di Viterbo Maria Rosaria Covelli, il Procuratore della Repubblica di Viterbo Paolo Auriemma e il professore Edoardo Chiti in rappresentanza del Corso di Laurea in Giurisprudenza dell’Università della Tuscia. “Voglio sottolineare l’importanza dei temi di oggi, di grande attualità – ha aperto il convegno il rettore Ruggieri –, il livello dei relatori presenti e il prestigio di questo convegno ospitato nella città di Viterbo. Quest’anno è quarantennale della nostra Università che chiudiamo con questo convegno sulla Trilogia del Giudicare e che si è aperto con la visita del Presidente della Repubblica. Alla conclusione del mio mandato voglio ricordare che l’Università si è integrata progressivamente nel territorio, siamo i primi in Italia con laureati figli di due genitori non laureati, il che contribuisce alla crescita e allo sviluppo del territorio, oltre che della didattica e dell’attività di ricerca. Sono orgoglioso dei miei sei anni come rettore in questa piccola realtà che si è fatta conoscere sul territorio, attraverso l’integrazione con la città e le collaborazioni istituzionali con le quali è sfociata un’amicizia istituzionale”.

Presenti, oltre gli specialisti del settore, studenti dell’università, ma anche di alcune scuole di Viterbo, sintomo di forte interesse per le iniziative, in questo caso di prestigioso livello, dell’Università, in una giornata fase conclusiva di un importante evento culturale, dal punto di vista costruttivo con elementi utili ad entrare in tematiche che apparentemente risultano avere ben poco di giuridico, ma che probabilmente sono destinate in futuro a condizionare il lavoro dei giuristi. “Sono convinto che oggi questo convegno sarà utile per tutti e lascerà spunti importanti di riflessione – ha continuato il Sindaco di Viterbo. Ringrazio tutti coloro che ci hanno dato la possibilità di assistere alle relazioni di così tanti importanti personaggi”. Sono seguiti i saluti del Presidente del Tribunale di Viterbo, il Procuratore della Repubblica e il rappresentante del Corso di Laurea in Giurisprudenza, i quali hanno ringraziato tutte le istituzioni e i relatori che nel corso della giornata si sono confrontati su temi attuali di giurisprudenza e di interesse quotidiano. Argomenti stimolanti sul percorso per arrivare al giudizio nel sistema giurisdizionale ma soprattutto sul giudicare ai tempi dell’innovazione, con focus sull’intelligenza artificiale, le funzionalità degli strumenti informatici con i quali poter calcolare ed elaborare i dati immessi, fino alla decisione giudiziale robotica.

Nel corso della mattina i primi interventi, presieduti da Natalino Irti, Accademico dei Lincei, il quale ha anticipato i tre relatori spiegando il cammino di pensiero che ha condotto alla Trilogia del Giudicare, attraverso incontri con filosofi, sociologi, matematici finanziari e ingegneri, citando anche importanti filosofi quali Kant e Weber e ribadendo l’importanza della forma della realtà quotidiana nella giurisprudenza. Successivamente, intervenuti il Vice Presidente della Corte Costituzionale, Aldo Carosi, con una lezione sui parametri della prevedibilità del giudizio costituzionale e la calcolabilità giuridica con particolare riguardo all’evoluzione della giurisprudenza costituzionale; il Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, Giovanni Mammone che ha spiegato l’importanza del giudizio di legittimità tra tradizione e innovazione, in particolare sulla Corte di Cassazione sicuramente la più antica tra le istituzioni giudiziarie italiane, legata allo sviluppo istituzionale della giustizia, con precedenti storici che ne attestano la funzione istituzionale nell’ambito ordinamento giuridico e con il compito proiettato nel futuro, ad indicare alla collettività dei giuristi principi di diritto da attuare; e il Presidente del Consiglio di Stato, Filippo Patroni Griffi concludendo con una lezione su come contemperare le esigenze di certezza delle fattispecie astratte con i fatti concreti, i modelli normativi aperti, l’argomentazione giuridica e il giudice amministrativo.

Nella sessione pomeridiana, all’interno dell’Aula Magna del rettorato, si è svolta una tavola rotonda interdisciplinare che ha visto i relatori accogliere le domande degli studenti, confrontarsi e scambiare informazioni e valutazioni fra i differenti saperi sui temi del giudizio nel campo del diritto e nella decisione robotica, coordinati dal Presidente del Tribunale di Viterbo, Maria Rosaria Covelli: il Professore di Matematica Finanziaria all’Università di Roma Tre, Alessandra Carleo; il Professore di Diritto Processuale Civile all’Università di Roma Tre, Antonio Carratta; il Professore di Diritto Costituzionale dell’Università di Firenze, Filippo Donati; il Dott. Valerio Napoleoni della Corte Suprema di Cassazione; e il rettore dell’Università di Padova e Accademico dei Lincei Giuseppe Zaccaria. Nel corso della seduta si sono raffrontati al fine di scambio di valutazioni, dubbi e certezze, con il fine di ottenere spunti propositivi e con il punto focale indirizzato al ruolo della giurisprudenza essenzialmente pacificatrice.

Si sono conclusi oggi i festeggiamenti per i quarant’anni dell’Università degli Studi della Tuscia che ha visto, nel corso di questi mesi, figure ed eventi che hanno riempito le giornate dell’Ateneo, elevandola a ulteriore prestigio. Il rettore, ormai a pochi giorni dalla fine del mandato, continua a garantire giornate di alto livello culturale, sfociate nel successo del convegno, confermando l’Unitus un’eccellenza del nostro territorio.

 

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