Ci sono esperienze che raccontano, meglio di molte parole, come prendersi cura delle persone significhi anche creare occasioni di incontro, di crescita e di condivisione. Il Cammino di Santiago, vissuto attraverso la Carovana di Juppiter, è una di queste.
È con questo spirito che il direttore generale della Asl di Viterbo, Egisto Bianconi, ha preso parte ad alcune tappe della Carovana di Juppiter, condividendo il percorso con i ragazzi, gli educatori e i volontari impegnati in un’esperienza che, da anni, rappresenta un laboratorio di crescita, autonomia e inclusione. La Carovana, promossa dall’associazione Juppiter guidata da Salvatore Regoli, ha attraversato Francia e Spagna fino a raggiungere Santiago de Compostela, coinvolgendo giovani, persone con fragilità, volontari e operatori in un cammino che mette al centro la relazione, la fiducia reciproca e la valorizzazione delle capacità di ciascuno.
“Questa esperienza – sottolinea Bianconi – dimostra che esistono percorsi capaci di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita. Camminare insieme significa imparare a conoscersi, sostenersi e superare quei limiti che, troppo spesso, la società attribuisce alle persone prima ancora che siano loro a percepirli. È un messaggio che riguarda tutti, non soltanto chi vive una condizione di fragilità”.
La partecipazione alla Carovana si inserisce in un percorso più ampio che la Asl di Viterbo sta sviluppando sul tema del benessere delle nuove generazioni. Negli ultimi mesi l’Azienda ha infatti promosso il progetto Selfie, una delle più ampie indagini realizzate sul territorio provinciale dedicata agli stili di vita e al disagio degli adolescenti, coinvolgendo migliaia di studenti, famiglie e istituzioni. Un lavoro che ha trovato importanti momenti di approfondimento dedicati proprio al tema della “fatica di crescere”. Prima a Verona con un incontro tra il direttore Bianconi e il professor Vittorino Andreoli e, poi, con un evento pubblico con il professor Massimo Ammaniti. Due tra i maggiori studiosi italiani della psicopatologia dello sviluppo.
“Ascoltare gli adolescenti – prosegue il direttore generale – significa anche costruire occasioni concrete nelle quali possano sperimentare relazioni autentiche, responsabilità e fiducia. Il Cammino di Santiago rappresenta uno di questi luoghi. È un’esperienza educativa che restituisce valore alla persona, favorisce l’incontro tra differenze e dimostra quanto la comunità possa diventare parte integrante dei percorsi di cura. Il nostro compito, come azienda sanitaria – conclude Bianconi –, non è soltanto garantire prestazioni sanitarie di qualità, ma contribuire a costruire contesti nei quali le persone possano crescere, sviluppare le proprie potenzialità e sentirsi parte di una comunità. Le esperienze promosse da Juppiter, da questo punto di vista, dimostrano come il cammino condiviso possa diventare uno straordinario strumento educativo, capace di generare fiducia, rafforzare i legami e offrire nuove prospettive. Soprattutto ai più giovani”.


























