Una giornata, anzi una mattinata particolare, quella del 26 giugno 2026, a Palazzo dei Priori. Fuori c’è un sole accecante e un calore infernale, dentro, nella Sala d’Ercole, viene presentato “Ombre Festival”. Quasi un dispettoso ossimoro climatico. Settima edizione, che negli anni ha conquistato consensi nazionali. “Siamo riusciti ad andare oltre porta Faul”, spiega il direttore artistico Alessandro Maurizi: novanta appuntamenti, dal 5 luglio all’1 agosto, distribuiti tra Viterbo e Tuscania.

Costo della manifestazione intorno a centomila euro, cinquantamila il contributo del Comune. Festival, ispirato alla figura di San Francesco a ottocento anni dalla morte. Un parterre di eccezione che attraversa mondi e sensibilità diversi: istituzioni, giornalismo, magistratura, spettacolo, letteratura. Basta scorrere l’elenco degli ospiti per avere un’idea della qualità della kermesse. Tra gli altri, Matteo Piantedosi, Bruno Vespa, Mario Giordano, Michele Emiliano, Stefano Bonacini, Giuseppe Cruciani, Gabriele Corsi, Alessandro Di Battista, Serena Bortone, Federico Palmaroli, Luca Palamara, Gennaro Sangiuliano, Massimo Polidoro, Pietro Grasso, Luigi De Magistris, Civita Di Russo, Filippo Roma, Federica Angeli, Emanuele Filiberto di Savoia, Catena Fiorello, Davide Rondoni.
Si parte il 5 luglio nel cortile comunale con Giuseppe Cruciani. Alla presentazione della manifestazione, la sindaca di Viterbo Chiara Frontini, il vice Alfonso Antoniozzi, il vice presidente del Consiglio Regionale Enrico Panunzi, il questore Giorgio Di Munno, il segretario provinciale Siulp Giuseppe Becatini, il presidente di Unindustria Viterbo Andrea Belli. E, naturalmente, il fondatore e direttore artistico Alessandro Maurizi.
“Questa settima edizione – dice – è quella più ambiziosa e importante che abbiamo mai costruito. Non nasce per caso, ma è il risultato di anni di lavoro e di relazioni coltivate con rispetto. Non abbiamo mai perso la nostra identità e ora la nostra ambizione è quella di fare di Ombre un salotto politico culturale di livello nazionale. Tutti eventi che hanno l’obiettivo di gettare luce sulle ombre”.
Dedicare la kermesse al santo di Assisi non è stata una casualità, ma una scelta meditata per riflettere sui temi scottanti della pace, del dialogo, dell’ambiente, della attenzione agli ultimi. Concetto ribadito da Enrico Panunzi: “Il messaggio di san Francesco è più che mai attuale, resiste nel tempo e dovrebbe sollecitare tutti alla riflessione”.
“Un festival che significa anche un investimento strategico sulla città”, sottolinea la sindaca Frontini. “Una ulteriore offerta culturale”, puntualizza il vice Antoniozzi.
Si chiude con i vagiti di un neonato che qualcuno nella Sala d’Ercole fa risuonare per salutare la nascita della nipotina di Maurizi mentre entrano due sposi novelli in impeccabili abiti da cerimonia che suscitano l’applauso generale. Per Palazzo dei Priori è davvero una mattinata particolare.


























