Anche il Tavolo per la pace era tra le 600 sigle che hanno aderito alla manifestazione nazionale per la pace promossa dal coordinamento “Europe For Peace” a Roma.
Un corteo di circa 100.000 persone che ha sfilato per ore tra p.zza della Repubblica e p.zza San Giovanni, dove hanno parlato rappresentanti delle più note organizzazioni del Terzo settore italiano, quali AGESCI, ARCI, ACLI, ANPI, Emergency, Libera, Comunità Sant’Egidio, CGIL, etc..
L’obiettivo condiviso: fermare la guerra in Ucraina (e non solo quella) non con le armi ma
chiedendo al Segretario Generale dell’ONU “di convocare urgentemente una Conferenza
Internazionale per la pace, per ristabilire il rispetto del diritto internazionale, per garantire la sicurezza reciproca e impegnare tutti gli Stati ad eliminare le armi nucleari, ridurre la spesa militare in favore di investimenti per combattere le povertà e di finanziamenti per l’economia disarmata, per la transizione ecologica, per il lavoro dignitoso”.
Intorno a questo obiettivo tanti sono stati gli argomenti trattati.
Forse il più toccante quello di un ragazzo dell’associazione Vittime civili di guerra che ha perso la vista e una mano a causa di un vecchio ordigno della II guerra mondiale: “in Italia ci sono ancora migliaia di queste bombe inesplose e pensate quante ne lascerà la guerra in Ucraina e in altre parti del mondo! Anche per questo occorre far terminare ogni guerra.”
Flavio Lotti (già coordinatore della Tavola della Pace), dopo aver ringraziato i presenti e papa Francesco, ha invitato gli assenti a mettersi una mano sulla coscienza, e, tra questi, in particolare, i “giornalisti con l’elmetto”.
Don Ciotti, nel suo lungo e applaudito intervento, ha puntato il dito sulle responsabilità dell’attuale sistema economico internazionale, dove, per esempio, solo 3 multinazionali posseggono il 60% delle sementi mondiali, un sistema che uccide sia direttamente, causando la morte per fame di milioni di esseri umani, che indirettamente, attraverso la guerra, ormai diventata un suo strumento.
Ha poi tuonato “la speranza non è reato, e quindi l’immigrazione non è reato” riferendosi in
particolare a quanto sta succedendo alle navi delle ONG a Lampedusa.
E questo, ha ricordato poi Andrea Riccardi (fondatore della comunità di Sant’Egidio), senza
dimenticare che dall’Ucraina sono dovuti fuggire ben 10 milioni di profughi, soprattutto donne, a causa dell’aggressione russa.
Il rischio nucleare è stato denunciato da molti: il presidente dell’ANPI Pagliarulo ha ricordato che negli ultimi giorni si sta aggiornando l’arsenale nucleare della NATO in Europa, e nelle basi italiane ci sono almeno 100 ordigni che sono così diventati anche bersagli in un eventuale conflitto con la Russia. Eppure, è scandaloso che nell’ultimo accordo europeo non ci sia nemmeno la parola pace ma venga contemplata l’ipotesi di una guerra nucleare.
Il nobel Lisa Clark ha ricordato come l’Italia sia uno dei Pesi che non hanno ancora ratificato il trattato per la messa al bando delle armi nucleari.
Landini (CGIL), dopo aver denunciato che già nel Mediterraneo stanno navigando diversi
sommergibili dotati di missili nucleari, ha ricordato come questa guerra stia anche devastando l’ambiente e colpendo le fasce più deboli della società, e non solo quelle, per cui, tra l’altro, ha auspicato che gli extra-profitti delle lobby energetiche vengano redistribuiti tra le aziende più colpite.
Non è infine mancata la denuncia della repressione dei manifestanti da parte del regime iraniano e l’invito fatto all’ONU di visitare le carceri dove tanti ragazzi sono stati condannati a morte.
TAVOLO PER LA PACE DI VITERBO
ACLI, ANPI provincia di Viterbo, ARCI, AUCS, AUSER, Caritas diocesana di Viterbo, Casa dei diritti sociali, Circolo di Viterbo di Rifondazione comunista, Comitato Non ce la beviamo, Aps. Parva casa delle donne, Rete degli studenti medi, Ass. Sans Frontiere, UNICEF, USB Federazione del sociale, singoli/e cittadini/e.
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Email: tavolopace.viterbo@gmail.com.
Mario Di Marco
per il Tavolo per la pace di Viterbo



























